Il tempo e il denaro: una relazione imprescindibile

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Le regole d’oro per una serena gestione del risparmio


di Tiziano Gentile

“Il prezzo di qualunque cosa equivale alla quantità di tempo che hai impiegato per ottenerla”. Così recitava Thoreau e forse, analizzando bene questo pensiero e riportandolo alla finanza, scopriamo che non c’è nulla di più vero. Infatti, anche quando si parla di investire il proprio denaro, è importantissimo considerare il tempo che si ha a disposizione in relazione all’obiettivo che si desidera raggiungere.

Ai più fortunati di noi sarà capitato, arrivando alla maggiore età, di trovarsi a riscattare il piano d’accumulo che, con tanti sacrifici, i nostri nonni o i nostri genitori ci avevano versato per tanti anni. Ma siamo proprio sicuri che la loro idea iniziale fosse quella di ritrovarsi a riscattare esattamente quello che ci avevano versato o giù di lì? Cosa non è andato per il verso giusto? Niente di che! Molto probabilmente al momento della sottoscrizione del piano d’accumulo, l’interlocutore qualificato che ha incappato la strada del vostro lungimirante parente, non se l’è sentita di spiegare che per obiettivi di lungo, lunghissimo termine, è d’obbligo investire sui mercati azionari.

Provate a guardare cosa sarebbe successo a 1.000 dollari investiti alla vostra nascita sul mercato azionario americano.

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il tempo e denaroSorpresi? Mi stupirei del contrario. Adesso forse riuscirete a vedere meglio come il tempo è un asset fondamentale nella pianificazione di portafoglio che non può essere assolutamente trascurato quando si prefissano obiettivi importanti.

L’errore che più spesso commettono i risparmiatori - soprattutto gli italiani - è quello di investire i propri risparmi, per raggiungere obiettivi di lungo periodo (università dei figli, acquisto di un immobile, integrazione della propria pensione) in strumenti nati e concepiti per gestire esigenze di breve periodo (conti deposito, pronti contro termine, bot…).

Altro discorso, ma non meno preoccupante, è il concetto di tempo, considerando il tempo “perso” nel procrastinare delle decisioni sul proprio risparmio. In Italia, ad oggi, sono oltre 1.400 i miliardi lasciati in parcheggio sui conti correnti per il “non si sa mai”, mentre sono ancora troppo pochi i risparmi messi da parte con finalità ben chiare. Questa incertezza, in termini di decisioni non prese, ci costa tanto, ma lo approfondiremo più in là, in un’altra pagina della rubrica “pillole di finanza” dedicata all’inflazione.

La regola aurea da tenere sempre presente è che si investe in strumenti di breve periodo per quelle che sono esigenze di breve e in strumenti di lungo periodo per quelle che sono le esigenze di lungo.

 

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