Quali caratteristiche ricercare in un broker finanziario

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La scelta del broker online migliore non è una questione di poco conto per un trader, il rischio di sottovalutare questa scelta è molto ampio e – cosa ancora più grave – ricade interamente sulle spalle dell’investitore.

Grazie alla rapidissima crescita del settore fintech (che, probabilmente, è solo all’inizio del suo lungo percorso) e con la grande popolarità della quale godono le recenti piattaforme di social trading, l’offerta di broker finanziari sul mercato è davvero enorme.

Mai prima di adesso il numero di broker tra cui un trader può scegliere è stato così elevato. Per questo motivo, è fondamentale avere in mente alcune linee guida importanti per scegliere il broker migliore.

Le variabili da tenere in considerazione sono davvero tantissime e, purtroppo, non è possibile definire in maniera definitiva ed assoluta quale sia il broker migliore tra i tanti presenti sui mercati. Ogni trader deve essere in grado di selezionare il broker più adatto alla propria strategia di investimento.

La questione della trasparenza

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La regolamentazione europea sta diventando – lo avranno notata oramai anche i non esperti del settore – via via sempre più restrittiva per le aziende che operano sui mercati finanziari.

Vuoi per il fortissimo potere politico esercitato dai Paesi del Nord Europa nelle istituzioni comunitarie, vuoi per i continui insegnamenti che vengono tratti dalle crisi economiche che nascono all’interno dell’Unione Europea, la tendenza del Regolatore è quella di adottare sempre più rigidità in ambito finanziario.

In un contesto del genere, chiunque può capire come l’incapacità da parte di un broker di adattarsi a normative sempre più restrittive può essere un grosso rischio. Il rischio è quello, in primis, di ricevere multe dall’autorità garante dei mercati europei (l’ESMA) e, nei casi più gravi, di non poter proprio operare sui mercati finanziari europei.

Per questo motivo, un trader che si trova a selezionare il broker più adatto alla propria strategia di investimento deve dare un occhio di riguardo alla questione della trasparenza. Lo ribadiamo: un broker non trasparente è un broker destinato ad essere multato o sanzionato con provvedimenti più gravi che possono, addirittura, avere impatti diretti sui clienti.

Quando visitiamo il sito internet di un broker, non dovremmo dunque avere dubbi sulle varie questioni relative al contratto di brokering: il livello di commissioni di investimento, la strategia impiegata in caso di risparmio gestito, l’inadempienza alla normativa di anti-riciclaggio, questi sono solo alcuni dei temi da monitorare.

Commissioni: pro e contro

Fino a pochi anni fa, era certamente impensabile creare una società di brokering che non imponesse commissioni di investimento ai propri clienti.

Negli ultimi tempi, una serie di nuovi broker ha sfidato questo dogma del mondo degli intermediari finanziari, invadendo il mercato con commissioni nulle (o pressoché tali) e guadagnando l’interesse di tanti trader che considerano un vero e proprio nemico giurato la spesa per commissioni di trading.

Su questo, va sottolineato come ogni investitore dovrebbe avere bene a mente l’importo esatto di commissioni corrisposto al proprio broker. Considerando che, spesso e volentieri, tali commissioni hanno un importo fisso, il loro peso sarà maggiore su investimenti di piccolo taglio.

Facciamo tuttavia attenzione: non è possibile valutare la qualità di un broker sulla base delle sole commissioni di investimento imposte ad i propri utenti. Come possono tanti broker imporre commissioni elevate ai clienti restando concorrenziali?

La risposta è interessante e sta, di norma, nella natura dei broker stessi. I broker che possono permettersi questo tipo di operazioni sono, di norma, broker bancari. Questo non stupisce, una banca può offrire al trader la possibilità di gestire un dossier titoli, unitamente ad un conto corrente sul quale viene di solito recepito un reddito da lavoro, o che viene utilizzato per pagare un finanziamento/mutuo con lo stesso istituto bancario.

Quella della banca è, dunque, una posizione senza dubbio privilegiata. Inoltre, in caso di fallimento del broker le norme vigenti di bail-in in Europa tutelano maggiormente i clienti di un broker bancario rispetto ad un broker extra-bancario. Anche questo è un motivo per il quale una banca può permettersi commissioni che tanti broker extra-bancari non si possono nemmeno sognare di imporre.

Il broker giusto per lo strumento finanziario giusto

Infine, non va sottovalutata la questione dell’oggetto dell’investimento. Sì perché, anche se a volte non risulta immediato pensare a tali questioni, non tutti i broker offrono le stesse tipologie di strumenti finanziari ai propri clienti.

Facendo un esempio pratico, ad oggi il mondo degli investimenti in titoli azionari è ben distinto da quello delle criptovalute. Sono pochi i broker classici che consentono ai propri clienti di effettuare trading sulle valute virtuali, e ancora meno sono i broker nati come piattaforme online di scambio di criptovalute ad offrire strumenti finanziari classici.

C’è poi la questione della leva finanziaria, ci sono mercati dove utilizzare un leverage è quasi impensabile per via della loro elevata volatilità (come quello delle criptovalute), così come, invece, ve ne sono alcuni dove senza leva finanziaria nessuno investirebbe (pensiamo, in questo caso, ai mercati valutari).

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