Molise: quarto posto per spesa media per il gioco a livello nazionale

Molise: quarto posto per spesa media per il gioco a livello nazionale

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Redazionale/ Il dibattito sul tema resta acceso a livello nazionale


Gli italiani giocano in media l’1,8% del proprio reddito. Questa è una delle conclusioni che emergono da una recente analisi condotta da Agimeg e ripresa anche da Repubblica. L’agenzia giornalistica specializzata sul tema del gioco ha incrociato i dati provenienti dal Mef relativi alle dichiarazioni Irpef e Iva del 2017, con quelli riferiti alla spesa in giochi forniti dall’Agenzia Dogane e Monopoli, per lo stesso anno, potendo così calcolare che porzione del reddito viene dedicata alle scommesse.

La percentuale indicata sopra (1,8%) acquista maggiore significato se la traduce in euro. Nel 2017, il reddito medio di un lavoratore italiano è stato calcolato in 20.670 € e, di questa somma, circa 32 € al mese sono stati spesi giocando alle slot machine nel bar sotto casa, oppure nel miglior casinò online o ancora comperando diversi tagliandi Gratta e Vinci.

L’analisi della spesa nei giochi evidenzia delle differenze a livello regionale. In generale, si gioca molto di più al sud, con la spesa più alta registrata in Campania (3,3%), seguita poi dalla Calabria (3,1%) e dalla Puglia (2,9%). Il Molise si colloca al quarto posto con una spesa media di 2,76%, rientrando nel gruppo delle otto regioni che superano quota 2%. Trentino, Veneto, Valle D’Aosta e Piemonte si trovano all’altro capo della classifica con una spesa media percentuale che non raggiunge l’1,5%.

Questi i dati riferiti al gioco in generale, quindi incluse le scommesse piazzate sia nelle sue forme più tradizionali che nella modalità online. L’indagine è anche andata ad esplorare nel dettaglio la spesa che viene dedicata alle slot machine e videoslot, due opzioni di gioco verso le quali vengono spesso concentrate le azioni di contrasto al gioco patologico.

Il Molise risulta primo nella classifica della spesa media dedicata alle slot, con una percentuale dell’1,71% del reddito (pari a 29,45€ al mese considerando la media citata sopra), seguito da Calabria e Campania. Trentino, Valle D’Aosta e Piemonte invece risultano le Regioni in cui i giocatori investono meno in questa particolare forma di scommessa.

Le scommesse sportive, sia in agenzia che nei siti specializzati come Eurobet casino, raccolgono in generale una quota di spesa ridotta e in questo settore la Regione Molise si allontana dalle prime posizioni collocandosi al settimo posto per spesa media rispetto al reddito (0,09%).

Questi sono dati senza dubbio interessanti che andranno ad alimentare il già acceso dibattito politico sul gioco d’azzardo legale in Italia. Fino ad ora, infatti, abbiamo osservato un generale atteggiamento di condanna del settore, passato attraverso il blocco della pubblicità inserito nel Decreto Dignità, l’aumento del Preu sui giochi e le diverse regolamentazioni locali, che hanno introdotto distanziometri e limitazioni dell’orario di funzionamento degli apparecchi. Allo stesso tempo però il governo ha cercato di mantenere lo stesso livello di entrate erariali provenienti da settore, attirandosi frequentemente le accuse di atteggiamento non coerente. Questi dati potrebbero stimolare qualche riflessione ulteriore sulle dimensioni del fenomeno.

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