L’identità digitale: essere ciò che non si è

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L’I-Forensics Team spiega caratteristiche e rischi a mezzo social network e non solo


Utilizzando i diversi servizi offerti dal web ci siamo spesso imbattuti in un nuovo termine: ‘identità digitale’. Si parla di identità digitale soprattutto quando si ha a che fare con un profilo Facebook. Dal punto di vista strettamente tecnico, il termine indica l’insieme di particolari informazioni che vengono richieste da un sistema info-telematico all’utente che intende utilizzarlo.

Un’identità digitale è composta sostanzialmente di due parti: il nome che identifica l’utilizzatore all’interno del sistema e l’insieme degli attributi che lo caratterizzano, meglio conosciuti col nome di credenziali. Queste credenziali, poi, possono essere diverse sia sotto il profilo qualitativo che numerico. La più semplice identità digitale consiste in un ‘ID’ (o username) e una parola di identificazione segreta (la cosiddetta. password). In questo caso, mentre lo username costituisce l’identità dell’utente, la password è chiamata anche credenziale di autenticazione. Un’identità digitale può essere anche molto più complessa, con implicazioni sia legali che tecniche, e presentando un alto grado di affidabilità e di quantità delle informazioni che la compongono (si pensi, ad esempio, ai circuiti bancari). In altri termini, a seconda del servizio richiesto, cambia la qualità e la complessità dell’identità digitale. Il processo finalizzato a provare che l’identità digitale presentata sia effettivamente quella di chi o di cosa dice di essere, è chiamato autenticazione. Esso può essere di due tipi: a un solo fattore (quello con username e password visto prima), il quale, però, non è molto sicuro perché la password potrebbe essere indovinata o trafugata da qualcuno che non è il vero utente; e a multi-fattore, costituito da un username, una password e una chiave fisica (come un token o una smart card) che, invece, si configura molto più sicuro del precedente, poiché le credenziali di accesso sono spesso crittografate.

Da un punto di vista più generico, invece, l’espressione ‘identità digitale’ indica chi siamo sul web, all’interno di un particolare circuito. Se si tratta di ambienti digitali particolarmente protetti e certificati, come un account bancario o una casella di posta elettronica certificata, l’identità digitale corrisponde esattamente all’identità ‘analogica’: in questo caso, su internet siamo esattamente quello che siamo nella realtà (individuabili, tracciabili e tracciati). Ma in altri contesti, tutt’altro che istituzionali, come potrebbe essere quello di Facebook o di Second Life, non essendo presente alcuna forma di controllo dell’identità, possiamo essere chiunque vogliamo: un uomo, una donna, un bambino, un cane, un gatto. In questo caso, il servizio web ci permette di vivere un’altra vita, parallela a quella reale, dove è possibile ‘spacciarsi’ per un’altra persona. Il pericolo consiste nel fatto che, in queste realtà virtuali, per nulla controllate, l’utente medio è portato a credere in qualsiasi identità digitale con cui si relaziona. Ecco, allora, prendere per buona l’amicizia con un bambino o una relazione sentimentale avviata in chat.

Non è possibile (e non si deve assolutamente) fondare la veridicità di una persona conosciuta in chat o su un social network basandosi esclusivamente sulla foto che ha nel suo profilo. La foto può anche non essere sua, così come il nome, ed entrambi possono essere utilizzati come esca da individui senza scrupoli per attività criminose, come adescamenti, truffe ed estorsioni. Ne sanno qualcosa coloro che sono stati vittime di ‘Sex-torsion’ (di cui abbiamo parlato in un nostro articolo di qualche tempo fa), i quali sono stati contattati da bellissime donne, convinti a fare del sesso virtuale via webcam e, infine, ricattati.

In conclusione: la rete e gli stessi computer fungono da veri e propri schermi, in grado di nascondere adeguatamente la vera identità di un potenziale criminale; l’ignoranza, l’incoscienza e gli istinti passionali della maggior parte delle persone fanno il resto, permettendo il verificarsi di tutte quelle condizioni necessarie a realizzare il cosiddetto ‘delitto perfetto’. Per saperne di più sui rischi e i pericoli del web, è possibile visitare la nostra pagina Facebook ‘I-Forensics snc’.

I-Forensics Team

 

 

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