Censimento permanente e garanzie per i cittadini: equilibrio a prova di privacy

Censimento permanente e garanzie per i cittadini: equilibrio a prova di privacy

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Le modalità di raccolta dati sono davvero a prova di 'buchi'? L'opinione dell'esperto


di Pamela La Farciola

MEDIA&TECNOLOGIA. L’intervista faccia a faccia con il cittadino che dovrà rispondere al questionario per il censimento permanente risulta essere un metodo eccessivamente invadente e per il quale risulta opportuna una riflessione volta alla ricerca di un sistema che dovrà garantire una modalità alternativa di raccolta dei dati. 

Nel dare, ai sensi del nuovo Regolamento europeo 679/2016, la sua autorizzazione all’avvio della prima fase del censimento, cioè la raccolta dati sul campo, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto che anche per le famiglie inserite nell’indagine “porta a porta” vengano previste modalità alternative al faccia a faccia, assicurando le medesime garanzie previste per chi invece riceverà a casa la lettera dell’Istat, a cui potrà rispondere anche dal pc o al telefono.

La richiesta del dell’Autorità Garante nasce dall’esigenza di evitare che l’obbligatoria presenza fisica del rilevatore, a cui è necessario fornire direttamente le risposte, possa comportare eccessivi disagi per i cittadini o imbarazzi, soprattutto nelle piccole comunità dove tutti si conoscono.

Il Garante ha ritenuto che la modalità di raccolta “porta a porta” potrebbe determinare una maggiore ingerenza nella sfera privata degli interessati a partire dai soggetti vulnerabili o timorosi, anziani e persone malate, i quali si troverebbero a dover fornire ad un soggetto estraneo numerose e dettagliate informazioni relative alla propria famiglia e abitazione, a pena di sanzione. 

Pur riconoscendo la rilevante finalità di interesse pubblico perseguita dall’Istituto, il Garante privacy ha ribadito la necessità di superare le criticità già rilevate in un precedente provvedimento, in considerazione dei rischi elevati per le libertà e i diritti degli interessati determinati dal nuovo censimento permanente, che si caratterizza, rispetto al passato, per un massiccio uso di banche dati amministrative.

Per avviare le fasi successive, risulta pertanto necessario che l’Istat  dovrà quindi predisporre tutte le garanzie e le misure necessarie e non ancora individuate per conformare il trattamento dei dati alla normativa in materia di protezione dei dati personali evitando una ingerenza eccessiva nella sfera dei cittadini intervistati.

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