Fattura elettronica e privacy: parte l'operazione ma attenzione alle criticità

Fattura elettronica e privacy: parte l'operazione ma attenzione alle criticità

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L'opinione sul nuovo strumento dell'esperta di informatica giuridica Pamela La Farciola


di Pamela La Farciola

L'operazione fatturazione elettronica è partita. Con qualche criticità ma è partita, mostrandosi come una delle più avanzate previsioni normative in Europa. Dal 1 gennaio 2019 è infatti scattato l'obbligo di emettere fattura elettronica, un adempimento che interesserà circa 2,8 milioni di imprese, il 56% delle partite Iva italiane (sono esclusi medici, farmacisti, società sportive dilettantistiche e chi sceglierà di aderire al regime dei minimi o forfettario).

Si stima che già nel 2019 saranno trasmessi in digitale circa 3 miliardi di documenti. L’Italia e, in particolare, le infrastrutture di Sogei saranno in grado di reggere tutto questo? Probabilmente sì, oppure, come è già successo altre volte, i contribuenti dovranno avere pazienza e sopportare intasamenti, rallentamenti, o addirittura paura di crash informatici.

Tuttavia, molteplici sono i problemi maggiori, soprattutto in materia di privacy e sicurezza dei dati. Primo fra tutti il canale di trasmissione delle fatture, considerato da alcuni esperti non pienamente sicuro. Poi il fatto che il contribuente, se vuole evitare che i dati presenti in fattura vengano utilizzati dal fisco per controlli automatizzati, deve espressamente rinunciare al servizio di consultazione e memorizzazione offerto, gratuitamente, dall'Agenzia delle entrate generando una vera e propria trappola, che consentirebbe al fisco di effettuare veri e propri controlli analitici a tavolino.

Infine, c'è il problema degli intermediari, già rilevato dal Garante privacy, secondo cui alcuni di questi intermediari operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.    

L’operazione intanto è cominciata. Con le sue criticità che dovranno necessariamente essere affrontate per la sicurezza dei dati. E se, come dice qualcuno, noi siamo i nostri dati, per la sicurezza dei contribuenti stessi.

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