Ambiente, specie aliene invadono il territorio molisano

Ambiente, specie aliene invadono il territorio molisano

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Viaggio alla scoperta di alcuni eseplari che non fanno parte dell’habitat locale e che sono stati immessi volontariamente o accidentalmente dall’uomo


 ISERNIA. Quando si sente la parola alieno si pensa subito a qualcosa di extraterrestre ovvero a un’entità che non appartiene al nostro mondo. In natura o meglio in biologia questa parola, viene riferita proprio alle specie che non fanno parte dell’habitat presente e che sono state immesse volontariamente o accidentalmente dall’uomo.

La presenza di queste specie, dette anche esotiche, che possono appartenere al regno animale o vegetale, potrebbero far pensare ad un arricchimento del patrimonio naturalistico, ma sono, invece, da prendere in seria considerazione in quanto pericolose per le specie autoctone, cioè quelle entità che fanno parte naturalmente degli habitat presenti.


In Europa, ormai, se ne contano ben 30.000, di cui circa 3.000 solo in Italia, portando un incremento negli ultimi 30 anni di circa il 96%. Da uno studio pubblicato a giugno 2018 dall’ISPRA, si prevede l'introduzione di 131 nuove specie invasive entro il 2020, contro le 111 registrate fra il 2000 e il 2010. La preoccupazione della presenza così in forte ascesa ha portato l’Italia a recepisce il Regolamento europeo per prevenire e gestire l’introduzione delle specie esotiche considerate particolarmente invasive dall’Unione Europea.

Ed è proprio questa invasione che ha portato, nel corso degli anni, a un forte decremento delle specie locali o autoctone portandole fino all’estinzione. Infatti, le specie aliene invasive, sono tra le principali minacce per la biodiversità globale ed hanno portato all’estinzione di numerose specie animali e vegetali.
Parliamo di specie che hanno un forte potere competitivo rispetto a quelle locali perché maggiormente riproduttive, esenti da attacchi parassitari e scarsamente predate o mangiate.

Le modalità di immissione di queste specie sono diverse, basti pensare a specie vegetali come la Robinia (proveniente dal nord America) o l’Ailanto (proveniente dalla Cina), usati per rinforzare le scarpate o abbellire viali delle città, e oggi sottoposti a tagli e contenimenti soprattutto nei parchi e riserve naturali dove stanno compromettendo gli ecosistemi e gli habitat presenti. Se da un lato ci sono le immissioni volontarie, dall’altro ci sono quelle accidentali, ovvero quelle che tramite veicoli come navi o aerei arrivano sul nostro territorio invadendolo.

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