La scomparsa di Tommaso Giacchetta

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Sessano del Molise perde un faro di memoria, cultura e umanità


di Giovanni Petta

SESSANO DEL MOLISE. I paesi dell’Alto Molise perdono, uno dopo l’altro, pezzi importanti della loro storia e della loro tradizione. Tommaso Giacchetta, classe 1927, si è spento nella notte a Sessano del Molise, lasciando addolorati tutti i suoi concittadini, di ogni età.

Sì, di ogni età perché Tommaso aveva il dono della condivisione del tempo e del racconto senza alcun tipo di pregiudizio: era capace di incuriosire e divertire i suoi coetanei e, nello stesso tempo, i giovani e persino i bambini.

Se esistesse ancora la figura dell’aedo - il cantore che nell’antica Grecia intratteneva il popolo con narrazioni di eroi e divinità – Tommaso Giacchetta sarebbe uno di loro. Amava raccontare storie di ogni tipo. Non solo barzellette, di cui era dicitore eccezionale e persino autore, ma storie di vita, di difficoltà superate, di vittorie dei tanti Davide che, almeno una volta nella loro vita, hanno battuto Golia.

Gli ostacoli che gli avevano impedito di studiare (quando scoppiò la seconda guerra mondiale Tommaso non aveva ancora compiuto dodici anni) non spensero però la sua curiosità e, per tutta la vita, ha cercato e studiato il perché delle cose, il funzionamento dei fenomeni, le date e i nomi, le definizioni. Appassionato della “Settimana enigmistica”, era un eccezionale risolutore di rebus e rimaneva incantato quando una delle sue curiosità veniva appagata da una informazione rara o da una notizia poco conosciuta.

Era un uomo che amava divertire tutti e che di tutti amava la compagnia. Attento e generoso nei confronti di chi aveva bisogno: in questo veniva fuori la sua antica adesione, razionale ed emotiva insieme, ad una visione del mondo veramente di sinistra, rivolta verso l’eliminazione delle disuguaglianze che non sopportava e che combatteva con la sua bellissima ed elegante ironia.

Questa apertura alla vita, questo sorriso sempre presente, nonostante le difficili vicende esistenziali, faceva sì che fosse sempre protagonista della nascita e della cura di associazioni culturali e ricreative. Il Circolo degli Amici è solo l’ultima delle esperienze di questo tipo.

Ma c’è ancora da dire della sua memoria straordinaria. Ricordava in ordine il nome delle stazioni incontrate su un percorso ferroviario fatto anche tanti anni fa. E poco importava se il percorso fosse quello che portava da Carpinone a Sulmona o quello che lui stesso aveva fatto, con gli occhi di chi vuole conoscere il mondo, dal centro di Buenos Aires alla periferia della capitale argentina.

Tale sua peculiarità era utilissima quando veniva messa a disposizione di una delle passioni per cui era maggiormente rinomato tra amici e conoscenti: la conoscenza di numeri e fogli delle particelle del catasto. Quelle relative al territorio sessanese, naturalmente. E per tutta la vita è stato cercato da geometri, ingegneri e privati che avevano la necessità di ritrovare un terreno o la linea di trasmissione della proprietà. Anche in questo caso, tuttavia, la sua passione non era solo per i numeri ma, soprattutto, per i nomi che diventavano “parenti di” e si incarnavano in storie di vita, di donne e di uomini. Tommaso amava le persone. E le persone lo hanno amato tanto e già sentono, sinceramente, la sua mancanza.

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