Diabete mellito e sindrome metabolica: la nuova pandemia del terzo millennio?

Il dottor Antimo Aiello

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L’argomento verrà affrontato nel corso del XIV congresso dell’Associazione Medici Diabeti del Molise in programma domani, 11 dicembre, a Campobasso


CAMPOBASSO. Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata da un eccesso di zuccheri (glucosio) nel sangue, nota come iperglicemia. Secondo i dati pubblicati nel 2019 dalla World Diabetes Federation, nel mondo sono 415 milioni le persone che vivono con il diabete (1 adulto su 11) e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. In Italia, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) stima che nel 2016 le persone con diabete sono oltre 3 milioni, cioè il 5,3% dell’intera popolazione.

Il diabete mellito e la sindrome metabolica, tra loro strettamente correlati, assumono sempre più gli aspetti di una vera e propria pandemia mondiale, complice le mutate condizioni socioeconomiche e comportamentali delle popolazioni negli ultimi decenni.

L’argomento verrà affrontato da alcuni dei maggiori esperti nel settore nel corso del XIV congresso dell’Associazione Medici Diabeti (Amd) del Molise in programma domani, sabato 11 dicembre 2021, dalle ore 9 presso l’Hotel Centrum Palace a Campobasso. Interverranno, tra gli altri, Antimo Aiello, specialista in Diabetologia e già primario dell’ospedale Cardarelli, Carlo Pedicino, responsabile scientifico dell’evento, e Riccardo Candido, Presidente eletto Amd.

La sindrome metabolica presenta un rischio due volte maggiore di sviluppare malattie cardiache e cinque volte maggiore di sviluppare il diabete. Nonostante il maggior rischio di sviluppare in futuro condizioni come il diabete e varie patologie cardiovascolari, le persone che soffrono di sindrome metabolica spesso non presentano sintomi e affermano, perlopiù, di "sentirsi bene". Anche in assenza di una sintomatologia specifica, quindi, particolare attenzione deve quindi essere posta ai diversi fattori di rischio (come obesità addominale, ipertensione, resistenza all'insulina, elevati livelli di trigliceridi nel sangue, bassi livelli di colesterolo Hdl e familiarità con malattie come il diabete) che possono predisporre allo sviluppo di questa sindrome.

Gli stili di vita e le abitudini alimentari dell’occidente acquisiti dalle aree più povere del continente africano e asiatico, attraverso imponenti flussi migratori nel mondo o più semplice condivisione di modelli, diventano catalizzatori di crescita esponenziale di patologia dismetabolica correlata alla ipermobilità e alla facilità di accesso al cibo.

Le nuove conoscenze clinico-scientifiche della sindrome metabolica, dai nuovi meccanismi flogistico dismetabolici alle evidenze dei grandi trial scientifici, costituiscono gli obiettivi formativi del convegno con particolare riguardo alle implicazioni cardio-vascolari, ai nuovi indirizzi terapeutici e alla gestione della complessità della sindrome multi-organo.

 

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