Viaggiare rende felici: ecco perché sarebbe opportuno farlo ogni volta che se ne ha la possibilità. Non importa che si tratti di un lungo tour in giro per il mondo o di un week-end al mare: quello che conta è concedersi, di tanto in tanto, l'opportunità di partire per staccare la spina e mettere da parte tutte le preoccupazioni della vita quotidiana. Prenota l'aereo per la tua vacanza e via con la ricerca noleggio auto per muoverti in libertà nella destinazione dei tuoi sogni. In compagnia degli amici o anche in coppia, un viaggio è sempre sinonimo di svago e relax, perché offre incontri e stimoli a cui è difficile rinunciare.

La ricerca scientifica

Sul tema è stato condotto anche uno studio scientifico, i cui risultati sono stati resi noti dal Journal of Consumer Psychology. La ricerca, denominata "A wonderful life: experiential consumption and the pursuit of happiness", dimostra che sono numerosi i benefici che derivano dal viaggiare. Una maggiore energia, per esempio: questo è il vantaggio che viene messo in risalto dal 94 per cento delle persone che sono state intervistate per questa indagine. Per 7 soggetti su 10, invece, spendere in viaggi aumenta il livello di felicità rispetto allo spendere per altri beni.

Viaggiare per sentirsi felici

Lo studio in questione ha previsto il coinvolgimento di ben 17mila persone provenienti da 17 differenti Stati. Ciò che è emerso dalla ricerca è che, nella maggior parte dei casi, le sensazioni che sono dovute al viaggiare risultano ancora più intense rispetto a quelle che sono provocate dalla nascita di un figlio o da un matrimonio. L'esperienza in sé viene considerata costosa dal punto di vista economico, ma al tempo stesso è una sorta di investimento, in quanto sul lungo periodo determina un arricchimento che coinvolge sia la sfera culturale che il patrimonio personale.

Che cosa vuol dire viaggiare

Viaggiare vuol dire aprire il proprio cuore, essere disposti a mettere da parte ciò che è vecchio per accogliere quello che è nuovo. Non è esagerato sostenere che mettersi in viaggio faccia diventare persone migliori, e affinché ciò possa succedere non è necessario organizzare tour infiniti: anche esperienze di pochi giorni sono più che sufficienti per sentirsi vivi e per essere protagonisti di momenti speciali e unici.

L'esperienza del viaggio

Nel corso di un viaggio non solo si ha la possibilità di vedere nuovi posti, ma soprattutto si approfitta dell'occasione di entrare in contatto con gli usi, i costumi e la cultura di altre persone: non c'è niente di più efficace per aprire la mente e, in un certo senso, promuovere un'evoluzione emotiva. E poi, come si diceva in precedenza, il viaggio è l'occasione per accantonare - anche se solo in modo temporaneo - le preoccupazioni della vita di tutti i giorni, le ansie del lavoro, i problemi in famiglia, le bollette da pagare, e così via. Per vivere appieno l'esperienza di viaggio muoviti su quattro ruote, il motore di ricerca per il noleggio auto Liligo può aiutarti a trovare la migliore tariffa in ogni angolo del mondo.

Meglio dello shopping

Per uomini e donne, viaggiare è meglio che fare shopping, anche perché un'esperienza di questo tipo consente di scoprire lati di sé poco conosciuti o che nemmeno si sospettava di avere. Mentre un acquisto in un negozio dà vita a un'emozione che pura poco tempo, le sensazioni che derivano da un viaggio rimangono salde nel cuore e si conservano nella memoria. Insomma, esse contribuiscono a costruire e a definire l'identità delle persone, proprio perché resistono nel tempo, a differenza di quel che succede con i beni materiali che sono inevitabilmente destinati a deperire e a lasciare spazio ad oggetti più nuovi.

La disciplina della massoterapia, che si concentra sulla cura del corpo, ha alle proprie spalle una storia molto lunga, se è vero che già nell'antico Egitto, e ancora prima presso le civiltà orientali, i massaggi erano diffusi e conosciuti. La loro tradizione si è diffusa, poi, in Grecia e in seguito a Roma, dove essi rientravano nel novero delle opzioni di benessere. Ma in che cosa consiste la massoterapia? Essa prevede lo sfregamento e la manipolazione dei testi molli del corpo, con l'esercizio della pressione in punti ben definiti e una particolare attenzione che deve essere riservata ai tendini e ai fasci muscolari. IsNews Molise viaggi 

A cosa serve la terapia del massaggio?

La massoterapia può costituire un rimedio isolato in tutte le circostanze in cui i muscoli hanno bisogno di rilascio e si è in cerca di relax, ma in molte occasioni essa rientra nel contesto di una terapia fisica più ampia. Può servire, per esempio, per agevolare il rilascio di ossigeno, per garantire un sollievo rispetto all'indolenzimento, per disperdere la fatica o per dissipare l'acido lattico che si è accumulato nel corso del tempo: tutto questo avviene nel momento in cui i massaggi si concentrano su specifici punti di tensione del corpo. Come si può immaginare, non esiste una sola forma di massoterapia, la quale - invece - si declina in un ampio assortimento di varianti. 

Come si diventa massaggiatori

Il percorso che deve essere seguito per diventare massaggiatori è lungo e richiede una formazione meticolosa: a tal proposito può essere utile scegliere e seguire un Corso Massaggio a Milano che fornisca tutti i rudimenti e tutte le competenze del caso. Per altro, il lavoro del massoterapista è destinato a garantire notevoli soddisfazioni in virtù degli sbocchi professionali che mette a disposizione: un'occasione che merita di non essere sottovalutata, a maggior ragione in un periodo di crisi economica e di stagnazione come quello che si sta vivendo. Il settore del benessere fisico attira sempre di più l'attenzione delle persone (come dimostra il successo dei cibi bio), e quindi vale la pena di investire tempo e denaro in una formazione orientata in tal senso.

Che cosa fa un massaggiatore?

Una volta che si è diventati massaggiatori, sono due le strade che si possono seguire: lavorare come dipendenti, e quindi farsi assumere in qualche centro estetico, o operare in qualità di freelance. La libera professione presuppone la necessità di aprire la partita Iva e ha pregi e difetti che devono essere ben considerati: da un lato la libertà e la flessibilità di cui si può beneficiare, anche dal punto di vista del tempo che si può dedicare al proprio lavoro; dall'altro lato l'assenza di tutele come ferie e malattie retribuite. Insomma, tutto dipende dal proprio approccio verso il lavoro, fermo restando che un massoterapista può trovare un impiego anche in un centro benessere, in uno studio medico o presso un chiropratico.

Come scegliere il massaggiatore

Adottando il punto di vista del cliente, quali sono le caratteristiche che devono essere ricercate nel massaggiatore a cui ci si affida? Di solito si sceglie di optare per un professionista dello stesso sesso, ma tutto è determinato dalla timidezza del cliente: non bisogna dimenticare che la pratica del massaggio in genere viene effettuata a corpo nudo, con le donne che sono invitate a togliere anche il reggiseno per evitare che l'azione sulla schiena o sulle spalle possa essere limitata. Quello che è certo è che il massaggiatore a cui ci si rivolge deve essere referenziato: sarebbe meglio se fosse titolare di un sito web, per avere l'opportunità di verificare le sue competenze, le sue esperienze nel settore e magari anche le certificazioni che ha acquisito nel corso del tempo.

 

Tra locali aperti fino all'alba, musica a tutto volume e discoteche, le vacanze in Spagna offrono molteplici occasioni di divertimento non solo nelle città più grandi ma anche lungo le coste. Senza dimenticare, naturalmente, le isola, con Ibiza e Formentera che richiamano turisti in arrivo da ogni angolo del mondo. La Isla Blanca è un'attrazione a cui è impossibile resistere se si è amanti della vita notturna, con un ricco e variegato assortimento di discoteche e di bar che accolgono i dj più famosi del pianeta. Sempre alle Baleari, Formentera è un altro punto di riferimento per giovani e meno giovani che non temono le ore piccole: l'intrattenimento inizia all'ora dell'aperitivo e si conclude con la colazione... del giorno dopo.

La vita notturna di Magaluf

Sull'isola di Maiorca, invece, vale la pena di compiere un salto nel piccolo centro di Magaluf, che non è molto distante da Palma di Maiorca e che nel corso degli ultimi anni ha conosciuto un boom straordinario, con party esagerati e una delle discoteche più grandi di tutto il Vecchio Continente. Spostandosi dalle Baleari alle Canarie, non si può trascurare, in un ideale tour del divertimento in Spagna, il fascino di Tenerife, che non ha niente da invidiare alle metropoli più popolose del pianeta per la concentrazione di pub, bar e ristorante che la caratterizzano. Vicino a Barcellona, invece, ecco Lloret de Mar: il contesto è quello della Costa Brava, con discoteche e bar che offrono divertimento a non finire.

Costa Brava e Costa Blanca

Sempre in Costa Brava un'altra meta d'obbligo è Sitges, un vero e proprio punto di riferimento della comunità LGBTQ, tra manifestazioni e party senza sosta. Più o meno lo stesso spirito di Benidorm, in Costa Blanca: si tratta di una località non distante da Valencia che accoglie più di 150 tra discoteche e pub, per ballare e bere tra uno show di animazione e uno spettacolo da non perdere.   

Cosa fare alle Baleari

In generale, è l'arcipelago delle Baleari la destinazione da privilegiare per vacanze in Spagna all'insegna dello sballo: se si clicca qui se ne può avere una dimostrazione lampante. Formentera, Ibiza, Minorca e Maiorca sono le quattro isole più importanti di questo arcipelago, che è situato al largo della costa est della Spagna. Le insenature come Puerto de Soller e Cala d'Or, celate dalle scogliere, sono perfette per i turisti che dopo una notte di bagordi desiderano recarsi in spiaggia per trovare un po' di relax, ma anche per praticare attività fisica o dedicarsi al proprio sport preferito. Nel caso in cui ci si voglia recare in un ambiente un po' più incontaminato e selvaggio, invece, si può propendere per la catena montuosa Serra de Tramuntana, dove c'è il villaggio di Valldemossa, celebre per le sue chiese gotiche e per aver catturato l'interesse di Frederic Chopin.

Tutto il fascino di Ibiza

Come si accennava in precedenza, però, è Ibiza il vero angolo di paradiso per i nottambuli che organizzano le vacanze in Spagna: tra i locali più in, vale la pena di menzionare il Privilege e l'Amnesia, senza dimenticare il Pacha e il Cafè del Mar. Anche in questo caso, dopo una notte intera trascorsa in discoteca si può pensare di riposarsi al mattino in una delle tante cale dell'isola, tra sabbia bianca e acque cristalline. Lo scenario è lo stesso che si presenta a chi si reca a Formentera, a cui si può giungere con una linea di traghetti da Ibiza. Ses Illetes e Cala Saona sono le spiagge più affascinanti, ricordando che sul mare si affacciano numerosi locali che prendono vita dopo il calar del sole, anche se con meno confusione rispetto a Ibiza.

Weekend a Capri, una vacanza difficile da dimenticare

Che sia un breve viaggio romantico, un break fuori stagione da godere con gli amici o insieme alla famiglia, Capri è l’isola perfetta dove trascorrere un weekend magico. Sofisticata ed elegante, selvaggia e bellissima, ancora di più fuori stagione, tre giorni su una delle più famose isole del Golfo di Napoli sono sufficienti per innamorarsene.

Traghetti per Capri

Raggiungere l’isola è molto semplice, i principali porti della Campania gestiscono questa tratta. Anche se fuori stagione, conviene muoversi d’anticipo, soprattutto se punti al risparmio e a trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze. Una volta scelto il weekend controlla i collegamenti, con orari traghetti, per l'isola di Capri e prenota il tuo biglietto.

Cosa vedere in 3 giorni

Giorno 1. Inizia con il piccolo centro di Capri, l’autentico gioiello che ha fatto innamorare reali e star del cinema. Parti dalla celeberrima Piazzetta, perditi per le stradine, intrufolati nelle botteghe di artigiani e dei designer, dai almeno un’occhiata alle vetrine delle boutique di moda, e respira il profumo di questo piccolo borgo che dietro la facciata modaiola e sofisticata, conserva un cuore autentico e genuino. E naturalmente scegli il ristorante giusto dove assaporare le specialità locali.

Giorno 2. A seconda della stagione potrai scegliere tra diverse opzioni. Trascorrere qualche ora in una delle spiagge dell’isola, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Visitare Anacapri, il comune più alto dell’isola, dal quale si gode una strepitosa vista e si può partire per alcune bellissime passeggiate. Se sei un amante dei panorami e ti piace camminare, raggiungi la cima del Monte Solaro, il panorama è top e da lì si può scendere a piedi verso l’Eremo di Cetrella. Dedica qualche ora alla visita del centro storico di Anacapri: la Chiesa di San Michele e la Casa Rossa sono tra i must-see. Per chiudere la giornata in bellezza, fermati al tramonto al Faro di Punta Carena di Anacapri.

Giorno 3. Se ancora non lo hai fatto, visita i Giardini di Augusto e la Certosa di San Giacomo nel centro di Capri e organizza il giro dell’isola in barca. Non puoi ripartire senza aver ammirato tutta l’isola dal mare. Un weekend vola, riprendere il traghetto dopo un abbraccio all’isola dal mare, ti lascerà la sensazione di aver vissuto il meglio e, naturalmente, la voglia matta di tornare a Capri il prima possibile.  

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Viaggiare in aereo al giorno d'oggi presuppone un esborso economico inferiore rispetto a quello richiesto fino a qualche anno fa: il merito è dell'avvento delle compagnie low cost, che hanno contribuito ad appiattire le tariffe verso il basso. Soprattutto sulle tratte brevi, oggi è possibile viaggiare spendendo poche decine di euro, se non addirittura meno. Tuttavia riuscire a trovare un biglietto a basso costo può rivelarsi inutile se non si riserva la dovuta attenzione alla scelta del parcheggio in aeroporto. Per chi raggiunge lo scalo in auto, infatti, le tariffe possono rivelarsi molto più alte del previsto.

Il problema dei parcheggi

La questione del parcheggio non può essere sottovalutata. Si pensi, per esempio, a chi compra un biglietto low cost per volare verso una meta di villeggiatura, anche se solo per un week-end. Il rischio è quello di dover pagare, per il parcheggio in aeroporto, una cifra superiore a quella richiesta per il biglietto aereo. Nel nostro Paese la situazione da questo punto di vista è poco uniforme, nel senso che ci sono città in cui il problema è più forte rispetto ad altri contesti. Il caso degli aeroporti di Roma è emblematico, ma non sempre si può trovare un rimedio nel ricorso ai mezzi pubblici, che impongono dei vincoli evidenti dal punto di vista degli orari e, inoltre, non sono sempre a disposizione per chi proviene da fuori città.   

Dove parcheggiare all'aeroporto di Roma

Per non dover fare i conti con imprevisti e inconvenienti correlati ai parcheggi Roma Ciampino, il consiglio è quello di muoversi con un certo anticipo, scegliendo un servizio come Parkos che garantisce un risparmio più che consistente e, in più, permette di beneficiare del massimo della comodità. Si tratta di un sistema di prenotazione online grazie a cui si può usufruire di tariffe vantaggiose semplicemente facendo riferimento, per un parcheggio Roma in aeroporto, a fornitori non ufficiali situati nei pressi dello scalo. Che si tratti di soste brevi o lunghe, poco cambia: ci sono soluzioni per tutte le esigenze e proposte per tutte le tasche.

Il parcheggio all'aeroporto di Ciampino

Si immagini, per esempio, di voler cercare un parcheggio vicino all'aeroporto di Ciampino. Una volta giunti su Parkos, si imposta la selezione in funzione dello scalo romano e si ha subito l'opportunità di visualizzare i fornitori di parcheggio a disposizione. In particolare, il parcheggio Ferrari propone tariffe a partire da 32 euro a settimana, mentre se ci si rivolge al parcheggio Alta Quota il costo minimo da sostenere è di 30 euro a settimana. Ancora più bassi i prezzi del parcheggio Idea Rent Parking, da 24 euro e 30 centesimi alla settimana in su. Per avere un'idea di quel che si può risparmiare grazie a queste soluzioni, basta confrontare le tariffe con quelle applicate dal parcheggio ufficiale dell'aeroporto: per una sosta di una settimane si dovrebbero spendere circa 50 euro in caso di prenotazione online e addirittura più di 90 euro in assenza di prenotazione.

Parcheggi ufficiali: sì o no?

I parcheggi ufficiali degli aeroporti, in effetti, hanno pro e contro che meritano di essere valutati con la massima attenzione: da un lato garantiscono una maggiore comodità, dal momento che in genere sono ubicati proprio di fronte ai terminal, ma dall'altro lato si caratterizzano per tariffe più dispendiose. E ciò vale non solo per lo scalo di Ciampino, ma più o meno per tutti gli aeroporti italiani. Per lo scalo di Capodichino a Napoli, per esempio, il costo a settimana del parcheggio ufficiale si aggira attorno ai 50 euro, mentre si sale fino a 60 euro per l'aeroporto di Venezia Marco Polo. Ancora più cari sono i parcheggi ufficiali dell'aeroporto di Orio al Serio, in provincia di Bergamo, e dello scalo di Palermo intitolato a Falcone e Borsellino: si parla di circa 65 euro per sette giorni di sosta.

Ecco dove parcheggiare in aeroporto costa di più

In città come Bari, Firenze e Milano le richieste sono ancora più esose. Per l'aeroporto del capoluogo pugliese, infatti, si arriva a 90 euro aa settimana, mentre va un po' meglio a Malpensa, aeroporto al servizio di Milano anche se in realtà situato in provincia di Varese: ma si tratta comunque di più di 70 euro alla settimana. Per l'EasyParking di Roma Fiumicino, che è il parcheggio più vicino al terminal, si va oltre i 90 euro settimanali, e lo stesso dicasi per il parcheggio ufficiale dell'aeroporto di Firenze. Il più dispendioso di tutti, però, è il servizio di posto auto dell'aeroporto Marconi di Bologna, che sfiora i 100 euro settimanali. Di certo chi si rivolge a Parkos può spendere molto meno.

 

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REDAZIONALE/ I consigli per un viaggio sicuro negli Stati Uniti


Chi ha in programma di organizzare un viaggio negli Usa deve reperire il maggior numero di informazioni possibili a proposito dell'ESTA. Con questo acronimo si fa riferimento a un sistema elettronico online che è stato messo a punto dal governo americano con l'intento di conoscere i viaggiatori che vogliono entrare negli Stati Uniti prima che ad essi venga concessa l'autorizzazione necessaria all'ingresso. Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, in questo modo, può verificare che chi è diretto negli Usa non costituisca un pericolo dal punto di vista della sicurezza dei cittadini.

Che cosa vuol dire ESTA?

ESTA è l'acronimo di Electronic System for Travel Authorization: si tratta, dunque, di un sistema elettronico per l'autorizzazione al viaggio, che rientra nel VWP, il Visa Waiver Program, vale a dire il programma di viaggio senza visto individuato dalle istituzioni americane. In virtù di questo programma, è possibile fare il proprio ingresso nel Paese senza che sia necessario rivolgersi a un consolato o a un'ambasciata per la richiesta del visto: oltre al risparmio di denaro, si beneficia di un notevole risparmio di tempo.

Quando deve essere richiesto l'ESTA

I requisiti che devono essere rispettati da chi vuole viaggiare negli Usa non sono sempre gli stessi, ma variano in base alla nazionalità dei viaggiatori. Proprio per questo motivo, vale la pena di attivarsi in anticipo per informarsi a proposito dei documenti di cui c'è bisogno per partire. Non sempre è prevista l'autorizzazione al viaggio senza visto, che viene concessa nel caso in cui si viaggi per affari o per turismo, ma solo a patto che si tratti di viaggi che durano meno di 90 giorni. Se anche una sola di queste condizioni non viene rispettata, si impone la necessità di ottenere un visto.

Chi fa parte del Visa Waiver Program?

Per far parte del programma di viaggio senza visto occorre essere in possesso della cittadinanza di uno dei Paesi che rientrano nel Visa Waiver Program: in tutto sono quasi 40, e tra questi ci sono la Francia, la Finlandia, la Svizzera, l'Ungheria, la Grecia, i Paesi Bassi, la Germania, San Marino, la Slovacchia, la Spagna, la Svezia, la Slovenia, il Lussemburgo, la Norvegia e naturalmente l'Italia. Andando al di fuori dei confini europei, invece, nel Visa Waiver Program rientrano Taiwan, l'Australia, il Cile, il Brunei, il Giappone, la Corea del Sud e la Nuova Zelanda.

Come ottenere l'ESTA

La compilazione del modulo ESTA è la sola procedura di cui ci si deve occupare per poter ottenere l'autorizzazione, che tuttavia è vincolata al possesso di un passaporto elettronico. A partire dal mese di aprile 2016, quello elettronico è l'unico tipo di passaporto che viene accettato, a differenza di quel che accadeva in precedenza, quando anche tipologie differenti erano ammesse. Per riconoscere il passaporto elettronico è sufficiente individuare il logo che si trova nella parte inferiore della copertina; esso, inoltre, contiene un microchip al proprio interno, in cui sono conservate le informazioni biometriche relative al titolare, insieme con una sua foto e le sue impronte digitali.

Come si compila il modulo

L'ESTA può essere richiesto e ottenuto online attraverso la compilazione del modulo che viene messo a disposizione sul sito Internet del governo americano. Sono numerose le informazioni che vengono richieste, alcune delle quali a dir la verità un po' bizzarre: al di là dei dati generali relativi al soggetto che presenta la richiesta, occorre fornire approfondimenti riguardanti il viaggio. Il consiglio è quello di tenere a portata di mano i biglietti di viaggio e il passaporto, che potranno tornare utili in fase di compilazione. In linea di massima non serve più di mezz'ora per concludere la procedura, al termine della quale si può provvedere al pagamento. L'ESTA ha un costo di 14 dollari, che possono essere pagati con Paypal o con una delle carte di credito riconosciute, dal circuito Discover a Visa, da Mastercard ad American Express. Una volta che il pagamento è stato eseguito, bisogna aspettare il responso: a seconda dei casi, l'autorizzazione può essere in corso, approvata o rifiutata.

Quanto tempo ci vuole

Quasi sempre, per ottenere la validità ESTA ci vogliono al massimo dieci minuti, ma anche quando occorrono dei controlli più elaborati una risposta viene assicurata nel giro di 72 ore. Proprio per questa ragione, è bene non aspettare l'ultimo secondo per richiedere l'autorizzazione, ma è consigliabile pensarci almeno alcuni giorni prima rispetto alla data della partenza. Se l'ESTA viene negato, non si può fare altro che richiedere un visto per entrare negli Usa.

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Il pallore delle sue valli innevate pare scialbo a confronto dell’iridescente tavolozza di colori dell’autunno. La terza stagione in Valle d’Aosta ha un sapore diverso, un dolce crepuscolo dell’estate che dona ai paesaggi nuove tinte e all’aria le fragranze primitive dei boschi. Se ne scorge il fascino autentico, lungo i percorsi escursionistici, nei raggi di sole che attraversano le chiome brune dei faggi, nelle sale dei manieri medievali e nei borghi di montagna che conservano intatte le originarie armonie architettoniche.

Chi viene rapito dalla seduzione della natura, in Valle d’Aosta ha solo l’imbarazzo della scelta per godersi lo spettacolo delle nuance autunnali: dai boschi di faggi e conifere all’ocra dei vigneti. Dove andare? I luoghi da non perdere per una rilassante passeggiata sono la Riserva Naturale del Mont Mars - dove i boschi s’avvicendano a praterie alpine e laghi - la riserva del lago di Villa e il parco del castello "Passerin d'Entrèves", rinomato per la presenza di alberi monumentali.

Visitare la Valle d’Aosta senza restare affascinati dai suoi piccoli borghi è un’impresa. Tra le località da vedere c’è Etroubles, paese medievale con un centro che si snoda in vicoli in ciottolato e tradizionali case fatte di pietra e guarnite da elementi in legno. Un’altra tappa è Antagnod. La località, conosciuta soprattutto per gli impianti sciistici, dispone di diversi luoghi di interesse come la chiesa medievale di San Martino di Tours e il Museo di arte sacra di Champoluc/Ayas/Antagnod.
Facendo una sosta a La Salle sarà possibile ammirare i resti di vari castelli, come ad esempio quelli di Ecours e Chatelard. E se dopo le bellezze naturali e dei borghi si vuole qualcosa di diverso, basta recarsi al Casinò di Saint Vincent per provare il brivido dell’azzardo con i classici giochi come la roulette, il blackjack e il poker.

Tornando in tema di castelli, tracciamo una breve panoramica dei manieri più interessanti. Il Castello Savoia ha rappresentato, nei primi del 900’, la residenza della regina Margherita durante i mesi estivi. Sul maniero campeggiano cinque torri, mentre nelle sale sono apprezzabili raffinati intarsi e decorazioni in legno, sovrastati da soffitti a cassettoni.
Il Castello di Issogne è uno dei più noti. Ha delle caratteristiche che lo rendono piuttosto singolare, anzitutto l’aspetto complessivo: assomiglia a una imponente dimora aristocratica. Addentrandovi all’interno è possibile ammirare numerosi affreschi, la celebre fontana del melograno e persino alcuni graffiti prodotti, secoli fa, dagli utilizzatori dell’edificio.

In fatto di notorietà un’altra struttura di primo piano è il Castello di Fénis. Il maniero trecentesco ospita il Museo del Mobile Valdostano. Ciò che si presenta a colpo d’occhio è il ritratto della tipica struttura d’epoca medievale, eppure la sua foggia massiccia non rispecchia l’effettivo utilizzo, ovvero quello residenziale.
Le attività a contatto con la natura non mancano, la magnificenza di borghi e castelli è incontestabile e i prezzi delle strutture ricettive sono contenuti rispetto all’alta stagione estiva o invernale. Come lasciarsi sfuggire la Valle d’Aosta in autunno?!

 

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Molto spesso ci soffermiamo a sognare il viaggio della vita oltre oceano, senza contare che a pochi passi da noi si trovano delle meraviglie della natura. Una di queste è sicuramente Ischia, isola di origine vulcanica facente parte dell’arcipelago delle isole partenopee del Golfo di Napoli. È nota specialmente per le sue acque benefiche ricche di minerali, un tocca sana per la pelle, la diuresi, la depurazione dei reni e tanti altri problemi di salute.
Suggestivo è decidere di visitare l’isola nel periodo invernale, per godere dell’acqua calda delle terme in contrasto con la temperatura dell’ambiente esterno. Le acque termali dell’isola sono conosciute e famose fin dall’antichità, quando i Greci erano soliti immergersi per ore per far guarire le ferite di guerra attribuendo a queste acque dei poteri soprannaturali.

Sull’isola vi sono 4 sorgenti naturali di acqua termale:
• La sorgente Termale di Sorgeto
• La sorgente di Buceto
• Le fumarole di Sant’Angelo
• La sorgente di Nitrodi
Le prime tre fonti sono accessibili gratuitamente senza bisogno di pagare alcun ingresso, ma vi dovrete portare qualsiasi genere di prima necessità.

Ischia internaSe invece volete godere di ogni tipologia di confort, esistono numerosi Parchi Termali a pagamento:
• I Giardini Termali di Aphrodite
• Il Parco balneare il Giardio Eden
• Il Parco Termale Negombo
• Il parco Termale i Giardini di Poseidon
• Il parco Termale Castiglione
• Fonte delle Ninfe di Nitrodi

Qui non sono vi potrete rilassare, dedicarvi alla cura del corpo, lasciare i problemi di tutti i giorni chiusi in un cassetto per tutta la durata della vostra vacanza.

Come raggiungere l’isola?
Raggiungerla non è difficile, grazie alle molte compagnie di traghetti per Ischia. Potete prenotare online il vostro biglietto per evitare code al porto. Non sarà necessario imbarcare la vostra auto, in quanto l’isola è dotata mezzi di trasporto su ruote, o meglio piccoli autobus che servono le zone più densamente popolate. Inoltre vi sono i caratteristici taxi ischitani, ormai famosi in tutto il mondo, da prendere almeno una volta.

Il quotidiano web ‘Il Primato Nazionale’ ha inserito nella speciale classifica il monumento simbolo del capoluogo pentro


ISERNIA. C’è anche la Fontana Fraterna di Isernia nella speciale classifica stilata dal quotidiano web ‘Il Primato Nazionale’ dedicata alle fontane più significative d’Italia. Un viaggio lungo lo Stivale alla scoperta dei monumenti simbolo legati all’acqua.

“Il destino dell’Italia è da sempre legato all’acqua e al fascino da essa esercitato – scrive nel servizio il giornalista Alberto Tosi -. Per accrescerne la bellezza ogni generazione ha espresso il proprio genio imbrigliando questo elemento naturale con sensazionali componenti artificiali. Nasce così l’Italia delle fontane, centinaia di opere significative su tutto il territorio nazionale”.

L’autore dell’inchiesta descrive il monumento simbolo del capoluogo pentro. “Una dedica agli Dei Mani, getti d’acqua dalle inusuali forme di loggiato, realizzate recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani in pietra bianca , colonnine ottagone ,motivi zoomorfi, fitomorfi e geometrici. Eretta nel ‘200 in onore di Papa Celestino V, anticamente sorgeva in piazza Fraterna di fronte la Chiesa della Concezione, ma in seguito al bombardamento del ‘43 che devastò l’intera città, fu spostata in Piazza Celestino V”.

Nella speciale classifica figurano tra le altre la Fontana Luminosa dell’Aquila, la Fontana dell’Esedra di Napoli, La Fontana dell’Armonia di Lecce e la Fontana Pretoria di Palermo.

Il portale ‘Ilprimatonazionale.it’ ha stilato una classifica di luoghi sconosciuti ma pieni di ‘tesori’ tutti da valorizzare


ISERNIA. La Fontana Fraterna e il sito Paleolitico de ‘La Pineta’: sono alcuni dei ‘tesori’ di Isernia che, seppur sconosciuti al turismo di massa, fanno del capoluogo pentro una delle dieci città italiane dal scoprire e valorizzare.

La speciale classifica delle città più ‘sottovalutate’ del Bel Paese è stata redatta dal portale ‘Ilprimatonazionale.it’. “L’Italia non è solo Venezia, Pisa e Firenze ma nasconde meraviglie ovunque – spiega l’autore del servizio Alberto Tosi-. Impossibile elencarle tutte: ecco pertanto dieci tra le città più sottovalutate e meno battute della penisola, da nord a sud, con diversi spunti per apprezzare il territorio nazionale con uno spirito da autentici viaggiatori”.

Nell’elenco figurano anche Treviso, Cuneo, Piacenza, Sabbioneta, Ascoli Piceno, Viterbo. Ma perché visitare Isernia? “Tra le colline molisane e i fiumi Carpino e Sordo – si legge nell’articolo -, Isernia poggia in un rigoglioso verde. A pochi chilometri da Abruzzo, Lazio e Campania, Isernia è un gioiello soprattutto per il paesaggio naturale che la circonda: il massiccio del Matese sull’appennino sannita, la riserva naturale di Montedimezzo, il sito paleolitico La Pineta, con un resto umano di 600mila anni fa, il più antico mai trovato in Italia. Sbalorditivo anche il teatro sannita del II secolo a.C. a Pietrabbondante. Simbolo del centro storico è la fontana Fraterna in Piazza Celestino V, nata dall’unione di più pezzi monumentali ricorda i vecchi lavatoi del passato. Vero vanto del territorio è però la neogotica Basilica di Maria Santissima Addolorata a Castelpetroso, capolavoro che chiunque dovrebbe prima o poi vedere, soprattutto quando l’inverno tinge di neve il luogo di culto”.

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