Appuntamento a Termoli il 28 aprile presso l’Auditorium dei santi Pietro e Paolo


TERMOLI. “Per l’Italia ridurre la dipendenza energetica dall’estero e dalle fonti climalteranti è un’esigenza strategica urgente. In questa direzione un ruolo primario può essere svolto dal fotovoltaico e, più ancora, dall’eolico, in particolare quello a mare (offshore). Alla decarbonizzazione delle fonti energetiche deve accompagnarsi un uso parsimonioso ed efficiente dell’energia, a livello dei consumi produttivi come di quelli delle famiglie. Tutto ciò deve avvenire in maniera radicale e al tempo stesso equilibrata, contemperando le finalità in campo energetico con le esigenze sociali, culturali, estetiche ed economiche delle comunità locali”. Queste le parole con cui l’associazione ‘La Casa dei Diritti’ ha ribadito il suo no all’offshore.

“È con questo spirito che proviamo allarme per il progetto ‘Eolico Offshore Molise’, che appare privo di fondamenta economiche e tecniche e, se realizzato, pesantemente invasivo del mare del Molise e dei territori rivieraschi. EOM prevede un parco eolico con 120 aerogeneratori, esteso su uno specchio di mare di 295 km², maggiore della superficie di Montenero, Petacciato, Termoli e Campomarino messi insieme, che verrebbe interdetto alla pesca ed alla navigazione”.

“Attualmente il Molise produce elettricità per circa 3.000 GWh (gigawattora) e ne consuma mediamente 1.350. EOM promette di aggiungere alla produzione regionale 5.400 GWh. Un vero sproposito – ha attaccato l’associazione –  Di questa produzione incrementale, 3.000 GWh verrebbero ceduti alla RTN (Rete di Trasmissione Nazionale) dell’elettricità, mentre i restanti 2.400 GWh alimenterebbero un enorme impianto per la produzione dell’idrogeno molecolare, da ubicare nel nucleo industriale di Termoli, nel bel mezzo delle altre industrie”.

“L’idrogeno è l’elemento più infiammabile ed esplosivo che esista. È inconcepibile che si pensi di produrre e di immagazzinare 48.000 tonnellate di idrogeno all’anno, una quantità enorme, senza un adeguato distanziamento dell’impianto da altri insediamenti industriali ed abitativi. Inoltre, la produzione dell’idrogeno tramite elettrolisi comporta un notevole consumo di acqua. Nel nostro caso, si tratterebbe di 570 milioni di litri all’anno di acqua dell’acquedotto, corrispondente al consumo annuo di acqua di 7.100 italiani”.

“Inquietante è anche l’opacità di chi sia l’investitore – ha sottolineato ‘La Casa dei Diritti’ – La società che ha presentato il progetto, Maverick srl, ha un capitale di 2.500 euro ed è detenuta da Green Bridge srl, con 10.000 euro di capitale. Le due società non hanno dipendenti e fanno capo al sig. R. L., residente a Vasto. È legittimo chiedersi chi ci sia dietro un investimento dichiarato di 5,5 miliardi di euro e, ammesso che esista, che natura hanno i capitali che verrebbero investiti”.

“Maverick srl appare inadeguata non solo sul piano patrimoniale, ma anche tecnico. Infatti la parte del progetto EOM riferita all’eolico è stata fotocopiata dal progetto presentato in precedenza dalla società Iron Solar srl nel basso Adriatico. Le differenze tra il progetto originale e quello copiato consistono nel fatto che l’originale prevede 35 aerogeneratori (non 120) e naturalmente sono state cambiate le carte nautiche ed alcuni toponimi (il porto di assemblaggio degli impianti nell’originale è Brindisi, nella copia Vasto)”.

“Riteniamo che i cittadini debbano essere correttamente e completamente informati sul progetto EOM e che debbano potersi esprimere. Per questo motivo abbiamo già tenuto assemblee popolari a Rio Vivo, Guglionesi, Petacciato, Montenero e Campomarino e terremo la prossima venerdì 28 aprile a Termoli, presso l’Auditorium dei santi Pietro e Paolo in Via Po, a partire dalle ore 17. L’assemblea ha lo scopo di informare i cittadini, ma soprattutto di ascoltare le loro opinioni; pertanto, verrà dato spazio agli interventi del pubblico. Dobbiamo essere in tanti, se non vogliamo che pochi decidano per tutti” ha concluso l’associazione ‘La Casa dei Diritti’.