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Bruciato vivo in auto: in manette la moglie, l’amante e il figlio della donna

Stamane la svolta con gli arresti. L’omicidio è avvenuto lo scorso novembre nella Locride


Un efferato delitto, quello consumatosi nella Locride tra il 12 e 13 novembre scorsi, maturato in ambito familiare e giunto oggi ad una svolta, con tre arresti.

La vittima, Vincenzo Cordì, fu trovato carbonizzato nella sua auto a Roccella Jonica. Secondo quanto emerso dalle indagini sul suo decesso, sarebbe stato condotto con l’inganno in un luogo appartato, quindi tramortito e poi cosparso di benzina all’interno della sua auto, cui è stato dato fuoco. L’uomo sarebbe così bruciato vivo.
A infliggergli la crudele morte sarebbero stati, secondo gli inquirenti, la moglie, Susanna Brescia, l’amante della donna, Giuseppe Menniti, e il figlio di lei, nato da un primo matrimonio, Francesco Sfara.

I tre sono stati arrestati stamane. La Brescia – riferisce TgCom24 – avrebbe inoltre tentato di spingere le indagini degli inquirenti sull’ipotesi del suicidio del marito. E, al fine di depistare le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica e coordinate dalla Procura di Locri, ha cercato di far credere agli inquirenti che il compagno avesse deciso di togliersi la vita a causa di un periodo di forte depressione che stava attraversando.
Una versione che però non ha convinto gli investigatori che hanno seguito la pista del delitto fino all’epilogo odierno.

 

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