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I timori della guerra e le opportunità del Pnrr, incontro di Confindustria a Napoli

Presente una delegazione del Molise. L’evento in vista dell’Assise della piccola industria, che si svolgerà il 17 giugno a Bari


CAMPOBASSO. Mai come in questo momento storico le piccole e medie imprese italiane sono chiamate a intraprendere percorsi di rafforzamento qualitativo e ad affrontare con decisione la trasformazione digitale, ecologica e sostenibile, pur in presenza delle forti criticità dovute prima alla pandemia e ora alla crisi Ucraina-Russa.

Per favorire questi processi è in corso una roadmap di ascolto dei territori, preparatoria all’evento finale delle Assise della Piccola Industria, in programma venerdì 17 giugno a Bari.

Napoli ha ospitato oggi la settima tappa degli incontri preparatori, cui partecipano gli imprenditori del Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria.

Per Confindustria Molise hanno partecipato il vicepresidente Mauro Natale (Hotel Dora, Venafro) e gli imprenditori associati Mauro Iacobacci (Data Auditing, Campobasso) e Franco Iannelli (Secretel, Isernia).

“Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza – le parole di Natale – rappresenta per l’Italia un’occasione straordinaria. Riteniamo fondamentale coglierla e affinché ciò sia possibile chiediamo che ci sia un solido e proficuo dialogo tra Organizzazioni imprenditoriali e rappresentanti della politica”.

“La transizione ecologica la riflessione di Iacobacci – è un’occasione straordinaria per innovare e rendere più competitive 4 milioni circa di piccole e medie imprese che formano il tessuto economico del Paese. Anche se sarà dolorosa in termini di maggiori costi per le imprese, soprattutto per noi piccole, siamo certi che gli oneri che sosterremo si tradurranno, in futuro, in maggiore efficienza e quindi in migliori performance aziendali. Vanno quindi programmati interventi per favorire la transizione del maggior numero di pmi verso un modello di economia circolare, che permetta la riqualificazione dei settori e delle filiere produttive e il riposizionamento sui mercati”.

“Per anni – ha rimarcato Iacobacci – la strategia finanziaria delle Pmi italiane è stata caratterizzata dalla presenza di debito bancario e dal ricorso, non sempre sufficiente, all’autofinanziamento. Da qualche tempo non è più così. Le imprese, anche le piccole, hanno compreso che la diversificazione delle fonti di finanziamento è la strada giusta per chi vuole fare crescere il proprio business nel tempo. Si potrebbe pensare di dare nuova vita ai Confidi, che per lungo tempo hanno svolto in tutto il Paese la funzione di migliorare l’accesso al credito bancario delle pmi. Questi organismi oggi potrebbero diventare dei veri e propri partner finanziari delle imprese”.

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