Addio all’ora di punta: la rivoluzione dei trasporti contro il coronavirus

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La nuova mobilità terrestre all’insegna di biglietti dematerializzati a numero chiuso, distanze tra i posti a sedere, mascherine obbligatorie, ingressi e uscite separati: tutte le novità


Nuove regole e nuovi orari per viaggiare, per piacere o per lavoro. Dal 4 maggio, giorno dell’allentamento delle restrizioni imposte dall’emergenza coronavirus, i mezzi pubblici e i pendolari dovranno ricominciare a circolare. Ma con una serie di cambiamenti destinati a fare epoca, come riferito dal quotidiano ‘La Repubblica’: dalla fine, o quasi, del biglietto cartaceo, come raccomandato dagli esperti del Comitato tecnico scientifico nazionale al Governo, fino alla riorganizzazione dei turni di lavoro che consentano di evitare i classici sovraffollamenti nelle ore di punta, sia per quanto riguarda la fascia mattutina di partenza, ovvero delle ore 7-8, che quella serale di fine turno delle ore 18. Inevitabile, per quanto complicato nelle grandi città, l'aumento delle corse su orari differenziati.

Per comprare i ticket di viaggio, insomma, bisognerà abituarsi a usare i telefonini: non solo per i treni, ma anche per autobus di linea o metropolitane. Tagliandi dematerializzati, quasi certamente a numero chiuso, e conseguente addio al contante, circolante di mano in mano e, dunque, potenziale veicolo di diffusione del virus. Nei mezzi pubblici non potrà venir meno l’obbligo del distanziamento sociale, con uno spazio minimo di un metro o più tra le persone; irrinunciabili, poi, le mascherine, per le quali è facile sia previsto proprio l’obbligo, per salire a bordo.

Da riorganizzare è la vita di qualcosa come 3 milioni e 600mila persone, in Italia, che si spostano sui mezzi pubblici per andare a lavorare. Per gestire il flusso delle quali si dovrà provvedere a dotare le macchinette di acquisto dei biglietti di dispenser di gel igienizzante; a sanificare quotidianamente i mezzi di trasporto, le pensiline, i tornelli, tutto ciò che viene toccato da una moltitudine esponenziale di persone. Ingresso sugli autobus, poi, solo dalla porta posteriore, eccezion fatta per i diversamente abili. Da evitare l’avvicinamento all’austista per chiedere informazioni una volta a bordo. Percorsi di ingresso e di uscita separati, per le stazioni ferroviarie e della metro. E posti a sedere distanziati tra i vari occupanti.

Pba

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