HomeSenza categoriaVia l'Unimol da Isernia, Palmieri: "Non è una questione di soldi"

Via l’Unimol da Isernia, Palmieri: “Non è una questione di soldi”

ISERNIA. Per quanti non lo avessero ancora capito, l’Unimol lascerà Isernia per motivi che di economico e finanziario non hanno praticamente un bel nulla. Lo ammette, con una giravolta degna del miglior Nureyev, il rettore dell’Università del Molise, Gianmaria Palmieri, dai microfoni di un’emittente tv cui sembra particolarmente affezionato nel rilasciare dichiarazioni a tema. Palmieri, dopo aver prima sostenuto che il problema di fondo è legato a motivazioni di bilancio dell’ateneo molisano, subito dopo, nella medesima intervista, dichiara esplicitamente che “non saranno certo i quaranta, settanta, centomila euro a risolvere la questione dell’impegno di Unimol a Isernia”. Ma andiamo con ordine. Il trasferimento della facoltà di Scienze Politiche dalla sede di Isernia a quella di Pesche, fissato per il 31 gennaio – si avvicina sempre più e sembra inevitabile. La segreteria didattica, infatti, è già stata trasferita ed attivata proprio a Pesche dallo scorso novembre. Nei prossimi giorni, invece, è prevista una riunione del Consiglio comunale pentro con la partecipazione – auspicata – del presidente della Regione Paolo Frattura e del rettore dell’Unimol Gianmaria Palmieri per cercare in qualche modo di mantenere la sede in via Mazzini. Ma proprio Palmieri ribadisce che lo spostamento è già in atto e che la questione, per conto del Senato Accademico, può dirsi archiviata. Dunque, snobba il Consiglio comunale e fa sapere che non parteciperà, anche perché, parole sue, “non invitato ufficialmente”.
Il rettore precisa che non avrebbe alcun problema a confrontarsi con il sindaco, il Comune di Isernia o la Regione Molise, a patto che si tratti di un nuovo progetto, volto a valorizzare la sede di Isernia in una cornice completamente diversa. Un’idea potrebbe essere il potenziamento di settori innovativi e tecnologici come il corso di studi triennale in Informatica e il rafforzamento dell’offerta formativa aggiungendo, ad esempio, un percorso di laurea magistrale: fare di via Mazzini un polo informatico. Peccato che, sempre Palmieri “occorrano investimenti cospicui e tanto tempo”, senza contare che oggi un polo informatico l’Unimol – a Pesche – ce l’ha già. E funziona anche bene, dunque non si capisce che senso avrebbe portarlo a Isernia. Ma tant’è. Il Senato dell’Unimol non torna indietro e Palmieri a riguardo ha dichiarato: “Non siamo in trattativa né con il Comune pentro né con la Curia, è stata una libera decisione, siamo un’istituzione autonoma e abbiamo esigenze di bilancio”. Ancora: “Non saranno certo i quaranta, settanta, centomila euro a risolvere la questione dell’impegno di Unimol a Isernia”. Dunque i corsi di Scienze politiche per il corrente anno accademico continueranno nella sede di Pesche, ma Palmieri sottolinea: “Naturalmente ogni decisione dovrà essere assunta sulla base di quelle che saranno le indicazioni della componente studentesca”. Un discorso alquanto altalenante, dato che inizialmente il problema principale si sapeva essere quello dei fondi che mancavano; inoltre gli studenti di Isernia non hanno avuto voce né potere alcuno sulla revoca del trasloco, nonostante da parte loro – e dei docenti, seppur timidamente – di proteste e disaccordi ce ne siano stati a sufficienza. Intanto, secondo indiscrezioni, lunedì il deputato del Pd Danilo Leva incontrerà privatamente lo stesso rettore per tentare di convincerlo a fare marcia indietro. Una ‘mission impossible’ anche per il giovane parlamentare? A giorni la risposta, forse, definitiva.

 

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