HomeNotizieSPORTChampions League: le otto stelle del firmamento

Champions League: le otto stelle del firmamento

L’analisi dopo i risultati degli ottavi, nuovamente fatali per le squadre italiane


di Matteo Mongiello

EUROPA. Dopo aver archiviato gli ottavi di Champions League -nuovamente fatali per le squadre italiane fin troppo inferiori alla competizione- ci proiettiamo nei quarti analizzando le individualità principali delle migliori otto d’Europa pronte a scontrarsi sulla strada verso Parigi, la nuova sede della finale in seguito al conflitto Russia-Ucraina

BAYERN MONACO: ROBERT LEWANDOWSKI Il Bayern Monaco dell’alieno polacco si presenta ai quarti di finale come ogni anno con i favori del pronostico ottenuti in seguito ad una fase a gironi impeccabile conclusa con l’en plein di vittorie e con solamente tre reti al passivo e soprattutto grazie alla vena realizzativa implacabile di Lewandowski -oramai proiettato verso il titolo di capocannoniere della competizione e sempre più “uomo in missione” alla ricerca di quel pallone d’oro che avrebbe  meritato anche in più di un’occasione.

MANCHESTER CITY: BERNARDO SILVA Scegliere un uomo simbolo tra la vastità offensiva della quale gode il City è probabilmente più complicato di decidere che regalo fare alla fidanzata a Natale quando sei già al 24 dicembre ed allora per non sbagliarsi la lente d’ingrandimento finisce sul meno offensivo di tutti ma probabilmente il più indispensabile per Pep Guardiola -più volte considerato il top dal mister spagnolo che di talenti sotto la sua ala ne ha visti passare all’infinito-ed a suon di gol, assist e sacrifici il 20 da Lisbona sta trascinando i cityzens verso l’ormai diventata ossessione Champions League.

BENFICA: DARWIN NUNEZ La Cenerentola della competizione porta con se al ballo uno dei migliori principi in circolazione che con la stoccata all’Ajax ha mandato in apoteosi i tifosi lusitani probabilmente prima di salutarli per scappare verso corti più prestigiose come quella Blaugrana di Barcellona – già pronta a fare follie per il talento uruguagio e farlo passare da uno dei tanti principi al più splendente dei Re- .

CHELSEA: N’GOLO KANTE L’ultima brutta partita di Kante con la maglia dei Blues risale probabilmente a MAI poiché il motorino di origini maliane sembra non essersi mai spento e dal suo arrivo nella capitale “più calcistica del mondo” il classe 1991 ha dovuto acquistare più di una bacheca in casa sua per appendere tutti i trofei ottenuti e dopo i problemi con i trasporti legati alla questione Abramovich ha deciso che per le trasferte il resto della squadra partirà in pullman e lui ci correrà affianco arrivando in anticipo a destinazione.

ATLETICO MADRID: DIEGO SIMEONE Ricordo anche io che il “Cholo” ha smesso di giocare nel 2006 e che ho promesso di parlare delle individualità in campo di ogni squadra ma l’allenatore argentino sembra non aver mai appeso le “scarpette al chiodo” e in quella che probabilmente è la peggior stagione della sua gestione a Madrid è riuscito a portare i Colchoneros ai quarti di finale con tanto di sgambetto al nemico di sempre Cristiano Ronaldo; dodicesimo uomo in campo , allenatore e primo ultras: se cercate sul dizionario alla voce polivalente c’è scritto Diego Simeone

VILLARREAL: VILLARREAL Quello che leggete non è un errore perché il “sottomarino giallo” non presenta un’individualità che spicca sugli altri ma bensì il gioco quadrato e la compattezza impressa da Unai Emery ha permesso ad un paesino di 50 mila abitanti prima di vincere l’Europa League e poi compiere scalpi importanti buttando fuori prima l’Atalanta e poi la Juventus dalla coppa dalle grandi orecchie segnando sei gol a domicilio.

LIVERPOOL: MOHAMED SALAH Fate copia incolla con il discorso Bayern Monaco-Lewandowski con l’egiziano alla ricerca di un pallone d’oro e di rivalsa dopo aver perso la finale di coppa d’africa contro l’amico fraterno Mane e l’obiettivo di bissare la Champions vinta nell’edizione 2018/2019 è sempre più concreto grazie all’aiuto dato dalla società con le campagne acquisti che hanno portato nella Merseyside prima Diogo Jota e poi Luis Diaz- fondamentali per le rotazioni di Jurgen Klopp ed ormai pronti all’assalto finale verso il titolo di campioni d’Europa e chissà d’Inghilterra.

REAL MADRID: KARIM BENZEMA Non è stato facile per Karim “The Dream” essere sempre oscurato dalla magnificenza di Ronaldo durante gli anni d’oro dei Galacticos e così il numero 9 – una volta che Madrid ha dovuto salutare CR7- ha deciso di prendersi il Santiago Bernabeu sulle spalle e trascinare il Real nella ricostruzione riuscendo a non far crollare i Blancos e a distruggere quelli che a detta di tutti erano gli imbattibili del PSG con una prestazione storica che ha legittimato per l’ennesima volta quanto il nativo di Lione non può essere escluso dalla corsa tra i migliori attaccanti della storia del calcio .

Ad abbandonare la competizione ci sono state già un gran numero di stelle di vecchia generazione come Messi e del nuovo che avanza come Mbappe e Vlahovic ma lo spettacolo delle notti di Champions è ancora ai nastri di partenza con le otto stelle del firmamento pronte a sfidarsi trascinati dai loro uomini simbolo.

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