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Venerdì Santo, partecipazione e commozione alla Processione: la passione di Gesù rivissuta nel ‘Teco vorrei’

Percorso tradizionale per il corteo, dopo due anni di stop e l’edizione in formato ridotto del 2022, con partenza dalla chiesa di Santa Maria della Croce e attraverso il centro storico murattiano. GUARDA LA DIRETTA


CAMPOBASSO. La passione di Gesù rivissuta attraverso il canto del ‘Teco Vorrei’, lo struggente ‘Inno alla Madonna Addolorata’.

Grande partecipazione e grande commozione a Campobasso per la Processione del Venerdì Santo, tornata nella sua interezza dopo due anni di stop e dopo l’edizione ridotta del 2022, vissuta ancora con l’obbligo delle mascherine.

Migliaia di fedeli in corteo, decine di migliaia di cittadini sui balconi o assiepati ai lati delle strade per assistere al passaggio delle statue del Cristo Morto e dell’Addolorata, il momento più sentito della religiosità popolare a Campobasso.

Il corteo, guidato dall’Arcivescovo di Campobasso-Bojano GianCarlo Bregantini e accompagnato dai rappresenti degli ordini religiosi, dai politici e da tantissimi cittadini, è partito alle 18 dalla chiesa di Santa Maria della Croce, ieri sera affollata di fedeli per il rito dei ‘Sepolcri’.

Subito nelle strade della città sono risuonate le note del ‘Teco Vorrei’, eseguito per tutto il percorso, tra le vie del borgo antico e le strade del centro murattiano, dai 100 musicisti e dai 700 componenti del coro dell’Addolorata, tutti vestiti di nero, divisi a seconda delle voci, davanti i tenori e i soprani, dietro i bassi e i contralti. Le donne col capo velato. A dirigerli il maestro Antonio Colasurdo.

Tra gli sguardi commossi dei fedeli si sono alzate le note dell’inno, musicato dal maestro campobassano Michele De Nigris, su versi di Pietro Metastasio: ‘Teco vorrei o Signore, oggi portar la croce, nella tua doglia atroce io ti vorrei seguire. Ma sono infermo e lasso, donami tu coraggio, acciò nel mesto viaggio non m’abbia da smarrire, acciò nel mesto viaggio non m’abbia da smarrire’.

Un canto che tutti i campobassani conoscono e che per gli storici rappresenta l’evoluzione del ‘Lamento della Madonna Santissima’, che Crociati e Trinitari, i rappresentanti delle antiche confraternite che guidavano la città, recitavano nella Campobasso dei secoli scorsi. La processione, istituita ufficialmente nel 1626, all’epoca era chiamata Il Mortorio’. Una tradizione che è poi cambiata nel tempo, fino ad assumere la connotazione attuale.

C.S.

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