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La ‘Casa della scuola’ diventa Polo culturale. Approvato il progetto esecutivo: lavori per 3 milioni di euro

Il via libera della Giunta comunale di Campobasso alla gara d’appalto, dopo l’approvazione della candidatura da parte del Ministero dei Beni culturali. Prevista la riqualificazione di uno dei palazzi più belli del centro cittadino, inaugurato nel 1923 e che per generazioni è stata la scuola simbolo della città


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. La Casa della scuola di Campobasso adibita a Polo culturale integrato, in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e con l’Università degli studi del Molise, la Giunta comunale, guidata dal vice sindaco reggente Paola Felice, ha approvato il progetto esecutivo, avviando l’iter per la pubblicazione della gara d’appalto. Previsto un investimento di 3 milioni di euro, che sarà realizzato con risorse del Decreto legge 14 agosto 2020, n. 104 convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, recante ‘Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia’.

Un progetto, realizzato da tecnici comunali, l’architetto Giuseppe Tucci e Nicola Pagliani, che l’Amministrazione comunale di Campobasso ha presentato al Ministero della Cultura, formalizzando la propria candidatura, accolta insieme ad altri rilevanti interventi a livello nazionale: la realizzazione di un Memoriale dedicato alla vicenda dei ragazzi ebrei accolti e salvati a Villa Emma a Nonantola (MO) tra il 1942 e il 1943, il restauro e il recupero funzionale del monumento Osteria di Centocelle, edificio di origini romane, al restauro per la conservazione e la valorizzazione del Palazzo Ducale di Lucca e la ristrutturazione della Cascina comunale denominata ‘Il Castello’, nel comune di Mornico al Serio (Provincia di Bergamo).

Un intervento finalizzato a rivitalizzare uno dei palazzi più belli del centro di Campobasso, scuola simbolo per tante generazioni di studenti. Progettati nel 1911 i lavori di costruzione dell’edificio iniziarono nel 1914 e, ritardati dallo scoppio della Prima guerra mondiale, furono completati solo nel 1923, quando lungo il corridoio posto al piano rialzato dell’ala destra dell’edificio, venne posta una targa bronzea applicata su un pannello ligneo, il Bollettino della Vittoria, il documento ufficiale con cui il Comandante Supremo dell’Esercito Italiano, generale Armando Diaz, annunciava la disfatta nemica e la vittoria dell’Italia nella Grande Guerra.

Il 7 luglio 1936 la scuola venne intitolata all’illustre matematico Enrico D’Ovidio (Campobasso, 11 agosto 1843 – Torino, 21 marzo 1933), che contribuì alla fondazione di quella che sarà la scuola italiana di geometria algebrica. Nel 1953 nell’Aula Magna della scuola elementare venne organizzata la ‘I Mostra degli Artisti Molisani’, evento eccezionale che offrì la possibilità al pubblico di confrontarsi con alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte quali Guttuso, Levi, Natili, Vespignani, Mafai. Da allora, molte mostre d’arte sono state ospitate nel salone della Casa della Scuola, ma anche nelle aule dell’edificio, ambienti particolarmente adoperati in occasione delle diverse edizioni della rassegna promossa dall’Enal.

Nel novembre 2017 sono state interrotte le attività didattiche e gli alunni sono stati trasferiti nella struttura di via Gorizia, mentre il 2 gennaio del 2019, nella ‘Casa della scuola’ è stata trasferita la Bibliomediateca comunale, fino ad allora ospitata in un’ala della scuola media Igino Petrone in via Alfieri. Il 21 maggio 2019 è stata poi inaugurata la ‘Galleria d’Arte moderna e contemporanea’, ubicata al primo piano dell’edificio al cui interno è ospitato il ciclo pittorico dedicato alla ‘Divina Commedia’, realizzato dal maestro Antonio Pettinicchi. Le opere, attualmente esposte in mostra permanente, sono di proprietà del Polo Museale del Molise.

Oltre alla riqualificazione e all’adeguamento della ‘Casa della scuola’ il progetto del Comune prevede la realizzazione di un’area museale e di ambienti monotematici, costituiti dal ‘Caffè letterario’ e dalla ‘Sala immersiva’. Si tratta di due elementi fortemente caratterizzanti dell’intera progettazione’, il primo finalizzato a valorizzare l’area esterna retrostante l’edificio, con accesso diretto dall’androne principale di quest’ultimo, e con vista proiettata verso il Castello Monforte. Il secondo, in antitesi al primo, caratterizzato dall’evoluzione e dalla modernizzazione della presentazione degli eventi espositivi in quanto, attraverso idonei proiettori di immagini con ottica ridotta, posizionati all’interno di un’area circoscritta e protetta, intendono produrre per il visitatore un effetto di compartecipazione all’evento storico o contemporaneo che verrà presentato all’interno dello stesso ambiente.

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