Detenuti attori per un giorno a Isernia con lo spettacolo ‘Un sorriso oltre le sbarre’

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Detenuti attori per un giorno a Isernia con lo spettacolo ‘Un sorriso oltre le sbarre’

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Successo per l’esibizione degli ospiti della casa circondariale, a chiusura del laboratorio ‘Leggere e non ripetere’. GUARDA LA VIDEOINTERVISTA


ISERNIA. La riabilitazione dei detenuti attraverso l’esperienza del teatro. Uno spettacolo di grande valenza sociale, quello intitolato ‘Un sorriso oltre le sbarre’, che ha visto gli ospiti della casa circondariale di Isernia improvvisarsi attori per un giorno sui testi del responsabile del laboratorio di lettura ‘Leggere e non ripetere’ Umberto Di Giacomo. Ad affiancarlo, naturalmente, il personale che nel carcere lavora quotidianamente, in particolare la funzionaria giuridico-pedagogica dell’istituto, Francesca Capozza. Il laboratorio è stato finanziato dal Garante regionale dei diritti dei detenuti Leontina Lanciano.

Ieri l’esibizione nell’esilarante spettacolo, costruito su scene surreali e divertenti come la ‘battaglia per il bracciolo’ in treno, o su rifacimenti in chiave ironica di scene famosissime del cinema e delle serie tv: da ‘Scarface’ al ‘Padrino’, passando anche per ‘Gomorra’ e i classici di Totò e Troisi. Divertimento e tanta passione da parte degli ospiti della casa circondariale, che hanno potuto anche esplorare i propri disagi e soprattutto il dolore di stare lontani dalle rispettive famiglie. I detenuti-attori hanno anche potuto mettere in scena alcuni testi scritti di loro pugno, rimarcando ancor più l’affetto verso le mogli e i figli che restano “le uniche cose davvero buone che abbiamo fatto nella nostra vita”.

Un importante momento di condivisione e coesione, insomma, quello vissuto a Ponte San Leonardo, che ha consentito di portare avanti nei mesi di prove e di lavoro un processo, delicato e importantissimo, di reinserimento e rieducazione dei detenuti, alla ricerca di riscatto e redenzione attraverso la cultura e l’arte scenica, divisi tra un passato criminale e un presente alla ricerca dell’espiazione. Con la consapevolezza che, anche da dentro una cella, la cultura può rendere liberi.

Pietro Ranieri

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