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Strapuntini, non si torna indietro. Ma in cambio Toma ‘cede’ le nomine negli enti

La riunione di maggioranza termina con una sorta di ‘offerta’ di riappacificazione: a breve il Consiglio dovrà procedere alle designazioni. Il governatore mette solo un paletto: il presidente di Molise Acque lo scelgo io


CAMPOBASSO. Le quattordici, anzi 13, professionalità impiegate per l’assistenza tecnica al Por Fesr Fse 2014-2020 e al ‘Patto per lo Sviluppo della Regione Molise’ non potranno essere ‘congelate’, né tantomeno potranno aspettare che la questione che ha fatto infuriare parte della maggioranza vada pian piano svanendo. L’impiego è partito, i contratti sono stati firmati e non si può tornare indietro.

La riunione di maggioranza che ha tenuto impegnati i consiglieri in un duro faccia a faccia con il governatore Toma ha prodotto un solo risultato, a sentire i beneinformati: il presidente non metterà bocca sulle nomine che stanno per arrivare al dunque. E non ci sono solo il CdA della Molise Acque e il collegio dei revisori dei conti dell’Arsarp (che però sono le più appetibili).

Su tutto quel variegato mondo che ruota attorno ad un posto al sole, più o meno esposto e più o meno retribuito, il presidente non dirà la sua. Avrebbe lasciato campo libero ai consiglieri di maggioranza, nel segno della condivisione.

Tranne che per un ruolo per il quale pare abbia mostrato molta attenzione vista la delicatezza e gli impegni che sottende. Sul presidente dell’azienda speciale Molise Acque eserciterà tutti i suoi poteri. In pratica deciderà lui.

Il resto? Liberi di fare come vi pare.

Una mossa che in qualche modo avrebbe rasserenato gli animi, dopo giorni di dissensi più o meno gridati e di interminabili telefonate di protesta.

Pare che oggi il presidente abbia gridato forte la sua estraneità rispetto a quelle 13 persone (la quattordicesima è il capo progetto, che è legato proprio alla Rti Consendin Spa – Ernst&Young Financial Business Advisor Spa), a quelle professionalità che prestano da qualche giorno la propria assistenza alla Regione nell’ambito dei Programmi Europei. Non avrebbe deciso né scelto nessuno, il governatore, visto che l’intera procedura sarebbe partita ben prima del suo arrivo.

Unica nota stonata, però, la presenza nell’elenco di designazioni che sarebbero state contrattualizzate da alcuni gruppi consiliari e poi magicamente sarebbero state trasferite in via Genova. Il che, in quanto a tempistica, non parrebbe proprio in linea con quanto ‘giurato’.

Ma non c’è dubbio che tenga, come avrebbe spiegato proprio nel corso dell’incontro mattutino: le operazioni di conferimento, ove mai precedute da qualche suggerimento o indicazione, sarebbero tutte farina del sacco di quei consiglieri che avrebbero persino alzato il telefono per chiedere, alla società ‘madre’, di prendere in considerazione questa o quella professionalità locale.

Chi avrebbe ‘inserito’ in quell’elenco (che sta facendo discutere) qualche nome, per vicinanza politica o familiare, lo avrebbe fatto in perfetta autonomia, cioè ‘chiedendo’ direttamente e senza intermediari in via Genova. La riunione avrebbe portato alla riappacificazione (momentanea?) che avrebbe come contropartita la libertà di scegliere i futuri designati negli enti subregionali e nelle aziende speciali che ancora non hanno ricomposto le proprie governance.

Tanto rumore per nulla? Pace fatta, ma sempre a patto che tutti, poi, vengano ‘accontentati’? Bocche cucite, non filtra alcuna sensazione né tantomeno alcuna ipotesi di eventuali nomi suggeriti o solo sussurrati. Si sa solo che si discute, e non poco, ancora della proposta di modifica dello Statuto, del ruolo non retribuito di sottosegretario e di accordi elettorali da mantenere. La prima crisi di Toma sarebbe rientrata. Ma a quale prezzo?

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