Il duro attacco dell’Ordine professionale, che ha parlato di interventi fermi dal 2016. Colpisce in particolare lo zero per cento di risorse utilizzate per la messa in sicurezza di edifici privati. L’auspicio di una proroga della Protezione civile a quattro mesi dalla scadenza ultima di maggio


CAMPOBASSO. “Il Molise è la prima regione per inefficienza nell’utilizzo dei fondi per la Microzonazione e la sicurezza sismica”.

Un’accusa dura, quella arrivata dall’Ordine dei geologi del Molise, in una conferenza stampa del presidente regionale Domenico Di Lisa e del segretario nazionale, già presidente, Domenico Angelone.

I fondi assegnati al Molise e non utilizzati, hanno detto mostrando grafici e numeri, superano i 22 milioni di euro. Fondi che scadranno il 24 maggio 2022, due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Ordinanza della Protezione civile, che stabiliva la deadline per l’utilizzo delle risorse, stanziate dopo il sisma di San Giuliano di Puglia e i terremoti dell’Italia centrale.

Ai circa 2 milioni non utilizzati per la Microzonazione, la mappatura del territorio che individua le zone sismiche, si aggiungono 11 milioni di euro non impegnati dei 35 assegnati per interventi strutturali sull’edilizia pubblica e quasi 9 milioni, l’intera somma destinata al Molise, per l’edilizia privata. Che in questo ultimo segmento (la cosiddetta lettera C) ha usato lo zero per cento delle risorse.

Fondi arrivati a cadenza annuale, a partire dal 2010, utilizzati interamente fino al 2016 e poi rimasti fermi. Perché finiti nell’avanzo di amministrazione, come ha dichiarato il governatore Donato Toma, che ha anche fatto sapere di aver chiesto al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio una proroga. “Che auspichiamo possa esserci, perché alla Protezione civile non c’è chiusura, visto che qui si sta parlando della sicurezza sismica, di conseguenza dell’interesse della comunità”, ha rimarcato Angelone.

Resta il problema della mancata interlocuzione con il governatore, che secondo i geologi conosceva il problema da tempo e non è intervenuto per risolverlo. “Gli abbiamo scritto una lettera a settembre 2020, per evidenziare l’imminente scadenza dei fondi e ci aspettavamo quantomeno una risposta. Invece non siamo stati neppure convocati – ha detto Di Lisa – Voglio chiarire che non siamo alla ricerca delle responsabilità e dei colpevoli, ma agiamo nell’interesse del Molise, oltre che della categoria, perché la Microzonazione non si può fare senza geologi. Se ci troviamo in questa situazione probabilmente è anche perché nel 2017, nell’ambito della riorganizzazione della macchina amministrativa, è stato soppresso il servizio sismico regionale, così come la commissione sismica regionale”.

“Con il 46% di inutilizzo delle risorse – ha aggiunto Angelone – siamo ultimi in Italia, davanti alla Calabria, al 26%, mentre dovevamo essere i primi, visto che dopo il terremoto di san Giuliano il Molise era già partito con una prima Microzonazione del territorio, poi adattata alle linee guida nazionali”.

Non è mancato un rilievo anche al Comune di Campobasso, “che per alcune opere, a partire dalla realizzazione delle nuove scuole, aveva deciso di fare a meno dei geologi, quando non è possibile farlo”, è stato detto.

Sta di fatto che la scadenza del 24 maggio è vicinissima e senza una soluzione immediata il rischio di perdere i finanziamenti si fa sempre più concreto. Salvo l’auspicata proroga della Protezione civile. E una legge ad hoc, Toma aveva precisato questo passaggio, per sbloccare i fondi finiti nell’avanzo di amministrazione. 

Carmen Sepede

 

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