Nave ‘Diciotti’, Di Pardo presenta ricorso al Tar per lo sbarco dei migranti

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L’istanza, redatta per conto delle Ong dall'avvocato molisano, depositata al Tribunale amministrativo di Catania. Per il legale è illegittima la decisione di Salvini


CAMPOBASSO. Nave ‘Diciotti’ ferma da cinque giorni nel porto di Catania, l’avvocato molisano Salvatore Di Pardo ha presentato un ricorso urgente al Tar, per lo sbarco dei migranti soccorsi e salvati dalla Guardia costiera in acque maltesi. Sono 150 gli extracomunitari ancora a bordo della nave, in buona parte eritrei, dopo che tre giorni fa sono scesi a terra 27 minori non accompagnati.

Per Di Pardo la decisione presa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini sarebbe illegittima, perché i migranti sarebbero già in territorio nazionale e al momento non si conoscono gli atti formali che impedirebbero lo sbarco dei migranti. Secondo Di Pardo non si rintraccerebbero neanche le competenze delle decisioni, al di là della indagine penale, al momento contro ignoti.

Secondo i legali del Foro di Campobasso, Salvatore e Giuliano Di Pardo, che rappresentano le associazioni Alterego-Fabbrica dei diritti, K-Alma e il movimento LasciateCIEntrare, già nelle prossime ore il presidente del Tar Catania potrebbe pronunciarsi sul ricorso contro il provvedimento con cui il ministro degli Interni Salvini, "violando tutte le procedure operative standard, previste dalla vigente normativa, impedisce lo sbarco dei migranti presenti sulla nave Diciotti".

“In realtà – hanno chiarito gli avvocati - tale provvedimento non è noto nei suoi contenuti, ma ne sono chiari gli effetti, atteso che di fatto i migranti risultano trattenuti sulla nave della Marina militare italiana. In realtà non ne è chiaro il motivo, atteso che i migranti non sono clandestini, poiché sono stati imbarcati dalla nave militare italiana in acque di competenza maltese. A seguito del ricorso comunque il Ministero dovrà difendere e costituirsi in giudizio producendo il provvedimento, di cui peraltro è stata chiesta l'esibizione dinanzi al giudice amministrativo”.

Secca la replica del ministro Matteo Salvini: “Sono tranquillissimo e sto lavorando, con buone prospettive, a una soluzione positiva. Ogni denuncia è per me una medaglia al valore”.

Sulla questione da registrare l’intervento di ‘Uniti per la Costituzione’. “Il sequestro di 150 persone su una nave battente bandiera italiana in un porto italiano – la dichiarazione - è di una gravità inaudita. In questa vergognosa vicenda il punto non è solo quello, pur fondamentale, dell'accoglienza dei migranti e della doverosa partecipazione umana al loro dramma: prima ancora è in pericolo la stessa tenuta democratica del nostro Paese”.

“Privare 150 persone della libertà personale senza le garanzie previste dall'articolo 13 della Costituzione, che la dichiara inviolabile, significa attentare ai principi democratici fondamentali – ha aggiunto Uniti per la Costituzione - E la minaccia di violenza fisica da parte di un parlamentare della Lega, ai danni dei magistrati che stanno indagando, è il segno di un clima che ricorda terribilmente l'inizio del regime fascista. Quando esponenti politici si sentono liberi di compiere apertamente atti antidemocratici (come la minaccia fisica ai magistrati) senza temerne le conseguenze, coloro che hanno a cuore la democrazia e la Costituzione su cui si fonda hanno il dovere di opporvisi con fermezza, per ristabilire i principi fondamentali calpestati. È il momento di difendere senza esitazione la Costituzione – la conclusione - che è il patrimonio comune di tutti gli italiani”.

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