Coronavirus, giovani preparati sulla malattia ma ‘prudenti’: 1 su 4 evita ristoranti e negozi cinesi

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Il dato emerge da uno studio effettuato dal portale Skuolaa.net, in collaborazione con il Dipartimento Malattie Infettive della Sapienza di Roma, e rilanciato da TgCom24



I ragazzi sono ben informati sul coronavirus, in particolare sulla sintomatologia della malattia, tuttavia sono i più esposti al rischio psicosi.
Ciò emerge da una ricerca effettuata dal portale Skuola.net, in collaborazione con il professor Giuseppe La Torre del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università “Sapienza” di Roma, su oltre 5mila giovani di età compresa tra gli 11 e i 30 anni, e rilanciata da TgCom24.

Tutti teoricamente preparati, dunque. Ma sostanzialmente spaventati, al punto da adottare comportamenti irrazionali, come quello di tenersi a debita distanza da ristoranti (24%) e negozi (26%) gestiti da orientali. Un 10% allontanerebbe persino un eventuale compagno di classe o amico di origini cinesi, a cui si aggiunge un 5% che lo inviterebbe a evitare i contatti e un 3% che si metterebbe la mascherina in sua presenza.

Il maggiore timore è di trovarsi a contatto con chi proviene dai luoghi in cui si è generato il virus: oltre 1 su 3, ossia il 36%, ammette che il proprio atteggiamento nei confronti dei turisti cinesi, in questo periodo, è notevolmente peggiorato.

Tuttavia, i ragazzi rifuggono le fake news, dagli stessi facilmente individuabili sui social. E si dicono favorevoli, almeno il 72%, al vaccino, qualora venisse realizzato.

 


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