Tamponi e stipendi tagliati: ecco quanto costa essere un lavoratore no vax

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Ecco il 'conto' per un dipendente senza il green pass che il 15 ottobre diventa obbligatorio


ROMA. Al lavoro con il green pass: tra due giorni scatta l'obbligo, ma quanto costa essere un dipendente non vax? I conti li ha fatti 'La Repubblica'. Costerà almeno 500 euro di tamponi da fare ogni due giorni, tre volte alla settimana, per undici settimane da metà ottobre al 31 dicembre, quando cessa l’obbligo al Green Pass per lavorare. Se in alternativa si sceglie di stare a casa senza stipendio, si perdono quasi 6 mila euro netti. 

TAMPONI. Al momento in Italia si stimano 3,3 milioni di lavoratori - 344 mila dipendenti pubblici, 2,2 milioni dipendenti privati, 740 mila autonomi - senza prima dose di vaccino anti-Covid. Lavoratori che hanno una doppia scelta: vaccinarsi o tamponarsi con regolarità. Se ipotizziamo il ricorso al tampone rapido dal costo calmierato a 15 euro, il conto è presto fatto: tre tamponi a settimana fanno 45 euro, 180 euro al mese, 495 euro per due mesi e mezzo. Il costo del tampone molecolare, molto più alto, sarebbe insostenibile.

STIPENDIO TAGLIATO. Se invece si decide di non fare né vaccino né tamponi, la legge non prevede sanzioni disciplinari e la conservazione del posto di lavoro. Ma si è considerati assenti ingiustificati dal lavoro e quindi si resta a casa con lo stipendio tagliato. Questo comporta una serie di rinunce economiche. Vediamole, per uno stipendio medio lordo annuo di circa 32 mila euro, equivalenti a 24 mila euro di reddito imponibile. Intanto ci sarebbe la perdita secca di 580 euro al mese di contributi previdenziali: in totale, per le 11 settimane, fanno 1.490 euro. Poi la rinuncia a 1.394 euro di retribuzione netta mensile: 3.485 euro totali. Da aggiungere la mancata maturazione delle ferie, 107 euro al mese: significa 267,5 euro in totale. E anche la perdita dei ratei di tredicesima, 103 euro al mese: 257,5 euro in tutto. Per chi prende i buoni pasto, ipotizziamo quelli da 7,23 euro ciascuno, si rinuncia a 5 buoni pasto a settimana per 11 settimane: fa 398 euro. Senza poi calcolare il mancato avanzamento degli scatti di carriera, si arriva a una perdita netta e secca di 5.898 euro in due mesi e mezzo. 

LE SOSTITUZIONI. Nelle imprese sotto i 15 dipendenti - prevede la legge sul Green Pass - i lavoratori no vax possono essere sostituiti per un periodo di 10 giorni rinnovabili per altri 10 giorni. In questi 20 giorni il dipendente senza certificazione verde non perde il posto, ma lo stipendio. Nelle imprese sopra i 15 dipendenti non sono possibili sostituzioni, ma l’azienda può decidere di assumere altri lavoratori a termine se il no vax è anche un no pass e rimane a casa privo di retribuzione e annessi.

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