Sanità e liste d’attesa: l’idea di CittadinanzAttiva per evitare altri costosi viaggi della speranza

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Il piano nazionale recepito dalla Regione Molise ma l’associazione ha suggerito alla struttura commissariale di far coincidere l’ambito territoriale dove erogare le prestazioni con i Distretti in ossequio al principio di prossimità e raggiungibilità


CAMPOBASSO. Dal 21 febbraio ad oggi, la Regione Molise ha preso atto e recepito le novità introdotte dal Piano nazionale delle Liste d’Attesa elaborato dal Ministero della Salute?

La domanda di CittadinanzAttiva attiene la tempistica che è stata fissata in 60 giorni, decorrenti appunto dal 21 febbraio scorso quando la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il Piano nazionale: passaggio questo prodromico all’inserimento delle novità che hanno ricadute su centinaia di cittadini nel piano regionale.

“La Regione Molise sembrerebbe aver firmato in queste ore il recepimento e la messa a punto del proprio Piano regionale di Governo delle liste di attesa, ma come lo avrà fatto? – si domandano da CittadinanzAttiva - . Uno dei punti fondamentali introdotti dal Piano 2019-2021 è l’individuazione degli ambiti territoriali di garanzia nei quali devono essere erogate, entro i tempi massimi, le prestazioni. Gli ambiti territoriali vanno definiti nel rispetto del principio di prossimità e raggiungibilità e, solo qualora le prestazioni non vengano erogate in questi ambiti territoriali, devono essere previsti dei meccanismi di garanzia per tutelare l’accesso ai servizi”.

Il nodo, quindi, è tutto nell’individuazione dell’ambito territoriale di garanzia. “Una delle scelte cruciali che deve essere effettuata nel Piano Regionale” dicono ancora da CittadinanzAttiva che ha proposto alla struttura Commissariale l’individuazione dei Distretti quali ambiti territoriali di erogazione delle prestazioni e, esclusivamente nel caso in cui le prestazioni non venissero proprio fornite in tali ambiti di competenza, le stesse dovrebbero essere erogate nel Distretto regionale più vicino.

“Se l’ambito territoriale di erogazione non venisse individuato nei Distretti, ma esteso a tutto il territorio regionale, una scelta non condivisa e che trova la piena contrarietà di quest’Associazione, i disagi ricadrebbero ancora una volta solo sui cittadini/pazienti; infatti si correrebbe il rischio di costringere i cittadini, anche per esami specialistici o strumentali di lieve entità, a spostamenti su tutto il territorio regionale. Spostamenti che dovrebbero invece essere giustificati solo per l’espletamento di pochi esami importanti e delicati che non vengono erogati in tutti i Distretti”.

Quindi l’obiettivo dell’associazione, al fine di consentire davvero ai cittadini/pazienti di poter ottenere le prestazioni dovute con la comodità necessaria, è quello di identificare l’ambito di garanzia per l’erogazione della prestazione con il Distretto.

“Solo così si tratterebbe di una conquista di dignità e giustizia per tutti i cittadini molisani, che diversamente sarebbero costretti a spostamenti particolarmente sacrificanti in considerazione saia delle condizioni infrastrutturali e di collegamento esistenti in Molise sia dei relativi costi” ha dichiarato Jula Papa, segretario regionale di Cittadinanzattiva Molise. “Questa scelta dimostrerebbe che si è invertita la tendenza ad occuparsi dell’erogazione dei servizi tenendo presente il solo ambito ragionieristico, rimettendo al centro il benessere del paziente; diversamente i cittadini continuerebbero a pagare le conseguenze di scelte riorganizzative che non tengono conto dei disagi arrecati e incentiverebbero il ricorso alle prestazioni private, con maggiore esborso, pur di evitare le difficoltà di complicati spostamenti per ottenere i servizi. Abbiamo definito l’approvazione del nuovo Piano delle Liste d’attesa una delle più belle pagine delle politiche sanitarie pubbliche del nostro paese e speriamo che quello della Regione Molise, approntato dal commissario Giustini e dal sub Commissario Grossi, prosegua su questo cammino e non sia in controtendenza rispetto alla volontà del Piano nazionale di limitare il più possibile i disagi ai pazienti. In caso contrario ci troveremmo a fare i conti con viaggi della speranza anche dentro il Molise e a mettere mano ancora una volta al portafoglio”.

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