Mozione di sfiducia a Toma: si vota il 7 luglio. Impegno ad abrogare norma osservata dal Governo

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In attesa che venga definito il nuovo assetto della Giunta e gli equilibri all’interno della maggioranza, oggi in Consiglio regionale il governatore ha risposto alla richiesta di chiarimento fatta dai consiglieri del Pd, che lo hanno duramente attaccato sulla procedura seguita per l’eliminazione dei consiglieri surrogati. Con il contestato articolo 12 e l’interpretazione autentica


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Sette giorni di tempo per trovare la quadra nella maggioranza e mettere a punto l’accordo che gli dovrebbe consentire di superare il guado, nel quale Donato Toma si è ritrovato dopo la nomina del neo assessore della Lega Michele Marone, che dovrebbe essere presto 'deposto'. Esterno come Luigi Mazzuto e non gradito (non certo a livello personale) dai consiglieri di maggioranza, perché al momento il Carroccio in Consiglio non c’è e la spinta è per la soluzione interna. Che vede in pole position l’ex leghista Aida Romagnuolo. 

Sette giorni di tempo a disposizione del governatore Toma, fino a martedì 7 luglio, quando sarà discussa la mozione di sfiducia nei suoi confronti, presentata dai consiglieri del Pd e del M5s. In calce 8 firme, quelle appunto dei dem e dei pentastellati, che non sono sufficienti per farlo ‘cadere’, determinando una chiusura anticipata della legislatura - alla quale in verità in pochi credono - se la minoranza non troverà la sponda tra gli scontenti del centrodestra.

Mentre continuano le riunioni per trovare l'accordo e mettere a punto il documento con le 11 firme sollecitato dallo stesso governatore, risolvendo il nodo della presidenza del Consiglio, con un possibile turn-over tra Quintino Pallante e Salvatore Micone, quest’ultimo spostato in Giunta, con un assessore di Forza Italia dirottato al ruolo di sottosegretario, oggi in Consiglio regionale Donato Toma si è impegnato a presentare la proposta di legge di abrogazione dell'articolo 12, commi uno e due, della Legge di stabilità regionale osservata dal Governo. L’interpretazione autentica del Consiglio sull’eliminazione della figura dei consiglieri surrogati, sul quale negli ultimi giorni si è scatenata la polemica. E la contestazione del Pd. 

E proprio sollecitato dal consigliere dem Vittorino Facciolla il presidente Toma ha spiegato la procedura che sarà seguita. “Porterò in aula la proposta di abrogazione della norma osservata dal Governo, poi sarà ovviamente il Consiglio a decidere che fare – ha chiarito Toma – Lo faccio dopo l’interlocuzione avviata col Governo, come avviene di prassi, e perché prendo atto che si tratta di una legge ultronea che non serve, lo ha detto il Consiglio dei Ministri e lo ha certificato il Tar. Ma devo riconoscere che il capogruppo del M5s Andrea Greco lo aveva già evidenziato in fase di dibattito e gliene rendo atto, così come del fatto che la battaglia per l’eliminazione della surroga l’aveva lanciata il Movimento".

“Osservazioni sono state poste in passato anche su altri argomenti - ha aggiunto Toma - è strano che in questa circostanza il Governo abbia citato in un comunicato stampa solo questa richiesta e il mio impegno a chiarire". "Facendo seguito alle interlocuzioni intercorse – il presidente ha quindi letto la nota inviata al Governo - si assume l'impegno a presentare una proposta di legge per l'abrogazione dell'art.12, commi 1 e 2, della legge regionale 1/2020 concernente, l'interpretazione autentica dell'art 15 della legge regionale 20/2017". La parola passa dunque al Consiglio regionale.

 

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