Isernia, spaccatura a un passo nel centrodestra: primi nomi per il sindaco, ma Fratelli d’Italia diserta il tavolo

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Tris di candidati in lizza: indicazioni per Fabrizio, Tedeschi e Mancini, ma il partito della Meloni attende indicazioni da Roma. La sintesi appare sempre più un miraggio


ISERNIA. Il tavolo del centrodestra non trova la quadra. E nel giorno in cui vengono fuori i primi nomi di possibili candidati sindaci, la coalizione vede l’assenza di Fratelli d’Italia, che diserta la riunione in attesa di indicazioni da Roma, a quanto pare in arrivo ufficialmente la settimana prossima.

Sul piatto la partita, delicatissima, per il Comune di Isernia: presenti la coordinatrice regionale di Forza Italia e deputata Annaelsa Tartaglione insieme al capogruppo a Palazzo San Francesco Raimondo Fabrizio; l’onorevole Jari Colla, commissario regionale della Lega col capogruppo Stefano Testa; Vincenzo Niro, assessore regionale e coordinatore molisano dei Popolari; il sindaco di Pescolanciano Manolo Sacco in rappresentanza del consigliere regionale Andrea Di Lucente; Roberto Di Pasquale e Cosmo Tedeschi, promotori di un nuovo polo civico ‘allargato’; infine, Giuliano Vacca per Alleanza per il Futuro.

Cinque i nomi in lizza, per adesso: Forza Italia avrebbe rotto gli indugi e avanzato formalmente il nome di Fabrizio; Di Pasquale avrebbe indicato quello di Tedeschi; la Lega non avrebbe fornita alcuna preferenza, per adesso; Niro si sarebbe riservato di fare un nome o di dare l’appoggio a qualcuno degli aspiranti già in campo solo in un secondo momento; Alleanza per il Futuro avrebbe infine indicato un ‘tris d’assi’: in primis l’ex vicesindaco Giovancarmine Mancini, in subordine l’ex sindaco Gabriele Melogli (che pare non intenzionato a candidarsi nonostante il pressing ricevuto da più parti) e l’ex presidente della provincia di Isernia Raffaele Mauro, sul quale ci sarebbe stato il placet anche di Manolo Sacco.

Da sottolineare come alcuni dei potenziali candidati – Fabrizio e Tedeschi – fossero presenti al momento dell’investitura, a differenza di Mancini, che si tiene distante ma sembra comunque essere interessato – eccome - alla partita. Alleanza per il Futuro, infatti, come riferito da isNews nei giorni scorsi, starebbe già prossima alla chiusura di due liste.

Al di là dei papabili, comunque, pesa l’assenza del partito di Filoteo Di Sandro e Michele Iorio, con quest’ultimo che ha lanciato l’idea di larghissime intese per il Comune di Isernia, sul modello del governo Draghi (ma con all’interno anche Fratelli d’Italia, ovviamente). Fdi, tuttavia, rivendica un accordo territoriale sul Molise che vedrebbe Isernia – dopo l’indicazione del candidato sindaco di Termoli a Forza Italia e di Campobasso alla Lgea –‘spettare’ appunto al partito della Meloni. Ma con quale nome?

Secondo indiscrezioni, nelle stanze romane avrebbe preso quota il nome di Alessandro Altopiedi, coordinatore provinciale di Isernia e fedelissimo di Di Sandro. Una scelta moderata e all’insegna dell’equilibrio, che tuttavia andrebbe a soffocare le legittime aspirazioni di più di qualcuno degli storici militanti, fin dai tempi in cui Fratelli d’Italia era al di sotto del 3 per cento. Un esempio: l’assessore comunale alla Cultura Eugenio Kniahynicki, tra i principali promotori della lista alle Comunali di cinque anni fa e unico eletto riconducibile direttamente a Fdi, a Palazzo San Francesco. Autodefinitosi ai nostri microfoni troppo poco politically correct per riscuotere le simpatie di tutti, sarebbe stato una scelta con una connotazione più marcata a destra. Per ora accantonata.

La sensazione nel centrodestra, in generale, è che, tra tanti ‘galli’, non canti nessuno. O meglio, che cantino tutti, ma ognuno per sé. A vantaggio di un centrosinistra che, tuttavia, al momento sembra continuare a brancolare nel buio in termini di consistenza numerica.

 

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