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Gianni D’Uva ‘bacchetta’ gli avversari, li sfida a partecipare a un confronto in piazza e annuncia: “Cacceremo i mercanti dal tempio della politica”

Giovanni D’Uva (foto a sinistra) lancia la sfida. Il candidato sindaco indipendente invita tutti i sei candidati avversari  a scendere in piazza per confrontarsi pubblicamente su tutti i temi della campagna elettorale. Non al chiuso delle segrete stanze, insomma, ma in piazza. Una richiesta partita durante il comizio svoltosi oggi pomeriggio sui temi della democrazia partecipata e della crisi dei partiti. “Il primo atto della nostra amministrazione sarà costituito dall’adozione del ‘Codice etico’ ovvero, la cosiddetta Carta di Pisa  – ha spiegato D’Uva – per promuovere la cultura della legalità, della trasparenza e del rispetto delle regole negli enti locali. Alla luce di questo faro, noi pensiamo all’ascolto delle esigenze dei cittadini tramite l’Ufficio del difensore civico e l’istituzione di circoscrizioni comunali, finalizzate alla elezione di rappresentanti di ogni area della città, per costituire un organismo di consultazione su tutte le tematiche principali, e ancora, all’indizione di consultazioni referendarie popolari sui temi principali, in modo da colmare il divario tra cittadini e istituzioni comunali”. Il problema, secondo l’ex assessore regionale, è che i giovani e la gente tutta sono delusi “non dalla politica, ma dai politici”. E che Isernia “ha un male che si chiama Iorio. In questa competizione – ha continuato – è candidata la sorella del ‘male di Isernia’, che è simbolo del malgoverno della città. Tanto che il primo atto da lei compiuto è stato quello di minacciare il controllo dei tabulati per reprimere il voto incrociato, con un atteggiamento tipico da polizia segreta. Ma che ci saranno una caterva di voti disgiunti è un segreto di ‘Pulcinella’, dunque c’è poco da minacciare. Il suo malgoverno è stato possibile grazie alla connivenza della maggioranza, ma anche dell’opposizione. E quando parlo di maggioranza, mi riferisco anche a un ex scudiero del ‘male di Isernia’, che non costituisce affatto l’alternativa a questo centrodestra. Un signore che si è candidato alle elezioni politiche risultando bocciato al Senato. E che è stato eletto per due volte presidente della Provincia, con una base elettorale praticamente nulla, per esclusiva volontà del ‘male di Isernia’, risultando in seguito ‘trombato’ alle Regionali. Per farlo entrare a Palazzo Moffa infatti, il ‘male di Isernia’ ha costretto quasi fisicamente gli eletti a dimettersi. Ma, nonostante i due anni in Consiglio, alle scorse Regionali l’ex scudiero è stato nuovamente bocciato. E allora, invece di fare un gesto di umiltà e farsi da parte, ha pensato bene di mordere la mano che lo aveva nutrito, politicamente parlando”. “Dei suoi 10 anni di amministrazione – ha aggiunto D’Uva – non si ricorda nessuna grande opera e nessuno sviluppo, ma solo la perdita di tutte le occasioni concesse dal boom degli anni Duemila. Anche lui si è distinto per l’assistenzialismo e il clientelismo a favore degli amici e dei figli degli amici, gli stessi che oggi, casualmente, ingrossano le file delle sue liste. Lui è uno che ha fatto solo l’ordinaria amministrazione, tanto che ancora oggi parla solo di quella”. Ma Isernia, secondo D’Uva, ha bisogno “solo di cose straordinarie”. Dopo aver promesso di riservare ad altra sede il racconto “di alcune sue prodezze come presidente della Provincia”, D’Uva non ha risparmiato attacchi anche al centrosinistra. “E’ ora di parlare del fantasma di questa campagna elettorale – ha tuonato – quello della sinistra, al quale domando: dov’erano i suoi attuali compagni mentre il centrodestra rovinava questa città? Lui oggi parla dei ricatti e di altre cose terribili fatte dal centrodestra, ma dov’erano le barricate innalzate per fermare tutto questo? La verità – ha accusato – è che la sinistra è incapace e connivente, e si è accontentata delle briciole dei pasti della destra”. Infine, un appello ai cittadini: “Quali di questi candidati avreste votato senza il sostegno dei partiti? Secondo me nessuno. Inoltre, ritengo incredibile votare proprio quei partiti che oggi, in Italia, sono alla gogna. Da Isernia può iniziare una rivoluzione pacifica – ha concluso D’Uva – Diamo l’esempio a tutto il Paese del riscatto dal malgoverno e cacciamo i mercanti dal tempio della politica”.

(Fonte: comunicato stampa Gianni D’Uva)

 

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