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Dimensionamento scolastico bocciato dai sindacati

Al centro, Sergio Sorella

Il segretario regionale del Molise del sindacato Flc-Cgil, Sergio Sorella ha diffidato la Giunta e il Consiglio regionale del Molise dall’approvare il dimensionamento scolastico. La Provincia di Isernia ha già provveduto a farlo e a presentare una proposta alla Regione. Quella di Campobasso si appresta a farlo in questi giorni. Proposte che, però, a giudizio del sindacalista non terrebbero conto delle norme che disciplinano la materia. In particolare la Provincia di Isernia avrebbe approvato una proposta di dimensionamento “in netto contrasto – sottolinea Sorella – con le norme che disciplinano la materia prevedendo, tra l’altro, l’accorpamento della Scuola Media ‘Andrea d’Isernia’ con l’istituto Comprensivo ‘Ignazio Silone’; l’accorpamento della Scuola Media ‘Giovanni XXIII’ con la scuola primaria di San Lazzaro; l’accorpamento della scuola primaria ‘San Giovanni Bosco’ con la scuola primaria S. Pietro Celestino ed il Comune di Fornelli; operazione fatta senza alcuna logica di continuità verticale, in maniera completamente avulsa dalla realtà territoriale”. Il sindacalista evidenza poi che “la Provincia di Campobasso si appresta ad approvare un piano di dimensionamento fatto di evidenti criticità teso più agli interessi di campanile di alcuni sindaci, piuttosto che ad un organico riordino dell’offerta formativa territoriale”. Sorella quindi passa ad analizzare altre criticità riguardanti questa volta la Regione Molise, che “non ha stabilito gli indirizzi entro i quali realizzare l’offerta formativa territoriale, in base ai principi ispiratori per l’attuazione del titolo V della Costituzione, non ha individuato le priorità legate alla rete di trasporti territoriali, ai servizi aggregati dei vari comuni, all’istituzione dei poli scolastici per far fronte all’emergenza dell’edilizia scolastica, all’individuazione dei poli liceali, tecnici e professionali da realizzare a livello locale”. L’esponente della Flc-Cgil mette quindi in luce tutta un’altra serie di contraddizioni sia per quanto riguarda la dimensione delle scuole che per i servizi. “Nonostante la norma li preveda come elementi residuali nei territori decentrati, – afferma Sorella – si continua con la proliferazione degli istituti omnicomprensivi, ed, inoltre, non si tiene conto della sentenza della Corte costituzionale che rimanda alla necessità di aggregare le scuole con un piano omogeneo e non disarticolato. Si creano scuole mostro con oltre 1.200 alunni, disinteressandosi della rete di comunicazioni; si penalizzano le aree interne e le minoranze linguistiche con istituzioni ingestibili per dimensioni o per ampiezza territoriale; non si tiene in considerazione i curricoli verticali sui quali sono nati gli istituti comprensivi“. Tutta questa situazione, secondo Sorella, nasce da un errore di fondo, ossia, che “è mancata – rimarca il sindacalista – una cabina di regia con la presenza, oltre che degli enti locali, anche delle forze sociali e delle rappresentanze delle scuole autonome con linee guida della regione per individuare un parametro medio anche differenziato per ordine di scuola (primo e secondo ciclo) per istituto e per tener conto delle comunità montane e delle aree con specificità linguistiche”. Per tutti questi motivi Sorella ha, quindi, diffidato “la Giunta regionale ed il Consiglio regionale dall’approvare un provvedimento di dimensionamento che non tenga conto delle regole che disciplinano la materia”. “Eventuali atti difformi dalle regole richiamate – ha concluso Sorella – comporteranno azioni legali conseguenti”.

Di fronte a questa diffida è intervenuto anche il consigliere regionale Michele Petraroia. “Preso atto – spiega Petraroia in una nota indirizzata al presidente del Consiglio Regionale Mario Pietracupa e al presidente della Quarta Commissione Lucio De Bernardoche nel corso dell’ultima seduta consiliare dell’11.12.12 è stato comunicato all’aula che entro i termini di legge la Quarta Commissione permanente avrebbe dovuto trattare la materia, urgente ed indifferibile, riferita al Piano di dimensionamento scolastico per istruire un provvedimento essenziale per il mondo della scuola del Molise, nel pieno rispetto delle vigenti normative di legge che disciplinano il settore; Tenuto conto che il Consiglio Regionale ha prerogative e competenze specifiche sull’approntamento del Piano di Dimensionamento Scolastico che non possono essere delegate alle Province o demandate alla Giunta Regionale, né sarebbe giustificabile istituzionalmente un’omissione irresponsabile su una problematica di simile rilievo sociale;Vista l’allegata nota di diffida delle rappresentanze sindacali di settore trasmessa ai singoli consiglieri regionali che ad oggi non hanno avuto alcun documento istruttorio, informazione o convocazione sull’avvio dell’istruttoria riferita alla pianificazione scolastica regionale; sollecitoil presidente del Consiglio Regionale ed il Presidente della Quarta Commissione consiliare ad attivarsi per le proprie competenze nei confronti della Giunta Regionale e verso le amministrazioni provinciali per acquisire la documentazione inerente la materia e procedere alla convocazione formale in sede di Commissione delle organizzazioni sindacali e degli enti locali per acquisire agli atti le loro proposte prima di licenziare il provvedimento e trasferirlo per la definitiva approvazione all’Aula”.

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