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Operaio licenziato e reintegrato al lavoro, dopo un giorno va in cassa integrazione: la denuncia del sindacato

La vicenda avvenuta alla FCA di Termoli evidenziata dallo Slai Cobas


TERMOLI. Operaio licenziato dalla FCA di Termoli perché accusato di non essere rientrato a lavoro alla fine di un periodo di Cassa Integrazione, viene reintegrato al lavoro il 6 maggio 2022 e il giorno successivo viene nuovamente rimesso in cassa integrazione. Una vicenda sulla quale lo Slai Cobas punta i riflettori.

“Era il 27 luglio 2021 – chiarisce il sindacato – quando l’operaio, Mario Cordisco, iscritto al sindacato Slai Cobas è stato licenziato dalla FCA di Termoli perché accusato, ingiustamente, di non essere rientrato a lavoro alla fine di un periodo di Cassa Integrazione. Il lavoratore, monoreddito e padre di tre figli, licenziato ingiustamente e spregiudicatamente dall’Ufficio Risorse Umane (HR) della FCA di Termoli, ha trovato tutto il sostegno necessario nel sindacato Slai/Cobas e nella professionalità dell’avvocato Maria Rita Petti, che sono riusciti a dimostrare l’ingiusto licenziamento e a farlo reintegrare sul posto di lavoro il 29 aprile 2022”.

“Era dal febbraio 2020 che il sindacato Slai/Cobas denunciava un uso caporalesco della cassa integrazione e, un sistema di comandate e comunicazioni circa l’inizio e fine della cassa integrazione del tutto caotico ed impreciso, gestito alla giornata e basato su messaggini WhatsApp e passaparola. In FCA di Termoli la cassa integrazione è gestita giornalmente per singolo reparto di appartenenza, ci sono lavoratori in cassa integrazione da oltre un anno, altri addirittura fanno lavoro straordinario, altri vengono in trasferta da altri stabilimenti: in pratica l’apoteosi del caos legalizzato”.



“Le comunicazioni ufficiali sempre il sindacato – vengono date solo ai sindacati firmatari mentre, lo Slai/Cobas e suoi iscritti, devono fare i salti mortali per avere informazioni e non restare isolati.
Per questo motivo, il lavoratore si era recato più volte in azienda a chiedere informazioni circa la ripresa del lavoro e più volte aveva fatto richiesta scritta alla direzione FCA per avere informazioni ma, quello che ha ottenuto come risposta è stato solo un tranello disciplinare che ha portato il lavoratore ad essere licenziato ingiustamente. A nulla sono valse le spiegazioni che il lavoratore ha dato alla direzione aziendale e, neanche la lunga esperienza legale e giuridica dell’Ufficio Risorse Umane HRFCA (Human Resources), è riuscita ad arrestare la compulsiva volontà di licenziare un lavoratore scomodo soprattutto se iscritto allo Slai/Cobas”.

“Si sa, la FIAT perde il nome (FCA – Stellantis) ma non il vizietto di licenziare i lavoratori considerati scomodi e sindacalmente attivi.
Ovviamente lo Slai/Cobas non è rimasto a guardare e, con l’assistenza dell’avvocato Maria Rita Petti e in una sola singola udienza, ha fatto reintegrare il lavoratore Mario Cordisco che ha ripreso la sua attività lavorativa il giorno 06 maggio 2022 e purtroppo, dal giorno successivo è nuovamente stato rimesso in cassa integrazione. Lo Slai/Cobas – conclude il sindacato – non smetterà mai di rivendicare il diritto per tutti i lavoratori ad un equo diritto al lavoro e a una rotazione programmata per tutti i lavoratori posti in cassa integrazione così da evitare un sistema caotico e caporalesco che non giova neanche alla gestione aziendale”.

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