Transiberiana, Rfi ‘scarica’ i giovani di Transita ma loro non ci stanno

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ISERNIA. Il loro è stato, in fin dei conti, solo un sogno. Nonostante i risultati raggiunti, che però si sono infranti contro il muro dell'indifferenza delle istituzioni e si sono imbattuti in poteri superiori. Però scelgono di non tacere il loro disappunto e vergano una lettera aperta. Si tratta dei giovani di Transita (Arianna, Claudio, Debora, Francesca, Mario e Valentina. Tutti di età compresa tra i 20 e i 33 anni); membri di quell'associazione che nel 2011 ha preso a cuore le sorti di un'ormai abbandonata tratta ferroviaria Carpinone–Sulmona, pianificando eventi e treni turistici, creando occasioni di lavoro e di sviluppo dell'economia del territorio ma che sono stati letteralmente 'scaricati' da Ferrovie. Di questi giorni, infatti, la notizia che la rinomata 'Transiberiana d'Italia' non verrà chiusa, come ipotizzato da tempo da Rfi per carenza di fondi. Subito l'associazione onlus ha diffuso la buona novella, manifestando l'intenzione di rimettersi al lavoro. Ma ogni entusiasmo è stato smorzato da Ferrovie che, attraverso una nota stampa, ha precisato che ogni futura gestione della linea ferroviaria sarebbe spettata solo ed esclusivamente a una propria fondazione. Un grande smacco per chi, negli ultimi anni, ha portato avanti un ambizioso e faticoso progetto. Ed oggi i sei ragazzi di Transita si sfogano: raccontano la loro versione dei fatti e sciorinano i loro numeri. "I tanti treni turistici organizzati tra il 2012 e il 2013 – si legge nella missiva - sono frutto di un intenso lavoro giornaliero di noi che vi scriviamo, il gruppo dei giovani di Transita che ha creduto e crede nella propria terra meravigliosa e che non si è fermato un attimo per sperimentare nuove proposte e allargare i propri orizzonti, rendendo la Transiberiana d'Italia celebre in ogni angolo del Paese, facendo sì che diventasse una realtà stabile per l'economia locale. Il percorso intrapreso è sempre stato in salita e tra mille difficoltà, a nostro esclusivo rischio e pericolo, con lo spettro della chiusura definitiva della linea ferroviaria sempre dietro l'angolo, senza mai il benché minimo aiuto delle istituzioni. Ma sono i numeri a parlare, creati dal nulla - prosegue la nota – 8.000 turisti provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero hanno deciso di sceglierci perché hanno creduto in un'idea innovativa di turismo, che ha trasformato un 'ramo secco' in un germoglio che stava sbocciando. Tutto questo fino a quando Ferrovie ha deciso di far gestire la linea a Fondazione Fs, senza possibilità di interloquire quantomeno per condividere insieme quanto da noi già creato. Noi lo abbiamo chiesto ma è stato deciso dall'alto che la Transiberiana d'Italia deve essere per noi solo un sogno drasticamente cancellato: tutto il nostro lavoro giornaliero fatto da zero e con enormi sacrifici, per la maggior parte del tempo da volontari, coinvolgendo comuni, associazioni, piccole aziende private, artigiani e strutture ricettive, viene cestinato per fare spazio in esclusiva a Fondazione Fs, organismo del gruppo Ferrovie dello Stato. La Fondazione – prosegue l'amara lettera - ha manifestato il proprio interesse per la linea ferroviaria, e da maggio programmerà in proprio treni turistici, solo dopo aver visto che la linea era diventata un vero attrattore turistico e la gestirà con la copertura di Fs, in regime di monopolio, senza possibilità che chiunque altro possa solo ipotizzare di intraprendere un discorso analogo". Considerazioni cui fanno seguito interrogativi altrettanto dolenti. Quesiti che anche le istituzioni locali dovrebbero verosimilmente porsi nell'interesse delle comunità amministrate, in primis quella molisana tutta. "Ci si chiede perché – proseguono i giovani di Transita – quando noi abbiamo iniziato a lavorare abbiamo fatto un treno storico da Isernia a Sulmona, mentre invece oggi i treni in programma il 16 e il 17 maggio sono programmati da Sulmona a Castel di Sangro? Perché non fino a Isernia? Perché il Molise deve restare fuori, pur se si utilizzano fondi statali e quindi anche dei cittadini molisani? Perché non ci viene permesso di fare treni da Isernia a Sulmona che si possano incrociare con i treni di Fondazione Fs da Sulmona a Isernia? Se prima nessuno, tranne noi che vi scriviamo, credeva nelle potenzialità di questa grande risorsa per due regioni, ora i riflettori sono accesi e questo grazie al nostro lavoro. Ma al confronto abbiamo una voce troppo piccola, che rimane inascoltata: qualcuno di più grande e di più potente verrà da fuori solo per i propri interessi, senza più un discorso di valorizzazione turistica che tanto appassionava chi viaggiava sui treni organizzati dai noi giovani e che aveva creato una bella sinergia tra tutte le eccellenze e le professionalità del territorio. Una sconfitta per tutti, probabilmente non ancora percepita ma di cui presto si avrà contezza; e inoltre un'occasione persa per un reale rilancio dell'economia locale, da decenni in sofferenza e che racconterà l'ennesima storia di giovani intraprendenti costretti a fare le valigie e ad abbandonare i propri sogni da realizzare nella loro terra". Ed ecco che le domande si fanno più dirette. "A questo punto viene da chiederci - incalzano i ragazzi - dov'è la Regione Molise che crede tanto ai suoi giovani? Dove sono finite tutte quelle persone che ci hanno sempre sostenuto e lodato per quanto facevamo per il nostro territorio e che non hanno speso una parola in nostro favore? E perché gli enti elargiscono fondi alle ferrovie anziché aiutare i giovani che hanno deciso di restare e lavorare sul territorio?". Domande che, si spera, possano trovare risposte sensate. E, a questo punto, non sono solo i giovani di Transita ad attenderle.

ADec