Arriva dal Molise il re della pirateria tv: ecco chi è la mente del 'pezzotto'

Arriva dal Molise il re della pirateria tv: ecco chi è la mente del 'pezzotto'

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Considerato il capo dell’organizzazione, movimentava 6,5 milioni di euro l’anno. L’uomo è nato in provincia di Isernia e aveva ideato un complesso sistema di frode tecnologica su scala internazionale, con milioni di abbonati e altrettanti proventi


ROMA. Ha origini molisane il re della pirateria tv. Si chiama Franco Maccarelli, detto Eros, la mente del 'pezzotto', il sistema illegale che consentiva a milioni di utenti di guardare, comodamente seduti sul divano di casa, la propria squadra del cuore o la serie tv preferita a prezzi stracciati, in barba ai vari Sky, Dazn, Netflix, ecc.

Maccarelli, nato a Venafro ma residente a Napoli, è considerato dagli inquirenti il capo dell'organizzazione che aveva messo in piedi il più importante network internazionale di diffusione pirata di piattaforme televisive a pagamento. Stamani l’operazione interforze che ha sgominato le attività illecite, che andavano avanti dal 2015.

L’operazione, denominata Eclissi a significare l’oscuramento del segnale pirata delle varie Iptv – il sistema di trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche basate sui protocolli TCP/IP, in particolare sulla rete Internet – è stata coordinata a livello nazionale da due procure, Roma e Napoli, al lavoro su indagini parallele che si sviluppano nella stessa direzione, con l’impiego di polizia di Stato, polizia postale e guardia di Finanza. A livello internazionale, coinvolte le Agenzie europee Eurojust ed Europol. Otto gli ordini europei di indagine emessi dalla procura partenopea nei confronti di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale, eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria, con numerose perquisizioni sul territorio nazionale per smantellare le centrali ed aggredire i rilevanti proventi illeciti.

Il solo Maccarelli, infatti, secondo gli inquirenti movimentava qualcosa come 6 milioni e mezzo di euro l’anno. Il suo ruolo: mantenere tutti i contatti con i soggetti che operavano illegalmente dall’estero. Venticinque in tutto gli indagati oggetto di perquisizioni, stamani, verso i quali si procede per associazione a delinquere finalizzata alla riproduzione e commercializzazione illecita di IPTV con la circostanza aggravata del reato transnazionale. Ma rischiano grosso anche i fruitori del servizio, peri quali è prevista la reclusione da sei mesi a 3 anni e la multa fino a 25.822 euro.

Impressionanti i numeri dell’operazione che ha portato all’oscuramento dell’intera piattaforma Xtream Codes, di 80 siti internet e di 183 server dedicati alla riproduzione e diffusione dei flussi audiovisivi, erogati, al solo momento del sequestro, a oltre 700mila utenti online. Oltre 5 milioni di utenti solo in Italia, per un giro d’affari stimato in circa 60 milioni di euro annui; 197, infine, i rapporti finanziari sequestrati tra account paypal, postepay e conti corrente.

I membri dell’organizzazione predisponevano e gestivano all’ estero idonei spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano i segnali su larga scala, anche in Italia. Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale e con basi prevalentemente in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia riceveva il segnale grazie a questa tecnologia, acquisendo illegalmente interi pacchetti di contenuti per la successiva rivendita al cliente finale ad un prezzo di 12 euro circa, consentendo così di vedere tutti i principali palinsesti TV con un unico abbonamento.

 

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