Muore colpito da una scarica elettrica sulla spiaggia, 660mila euro e danno da lucro per la famiglia

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Lo ha stabilito il Tribunale di Larino, che si è pronunciato in sede civile sulla vicenda del 16enne termolese, al quale è dedicata un’ala dello stadio di calcio ‘Cannarsa’. Una vicenda giudiziaria durata vent'anni


CAMPOBASSO. Morì ad appena 16 anni, colpito da una scarica elettrica mentre stava lavando gli ombrelloni e i lettini di uno stabilimento di Rio Vivo a Termoli. I genitori e la sorella di Marco Guida saranno risarciti con la somma di 660mila euro, più ulteriori somme del danno di lucro e degli interessi legali.

E’ quello che ha stabilito il Tribunale civile di Larino, chiudendo una vicenda che risale a 20 anni fa. Alla fine dell’estate del 2000, quando il ragazzo morì colpito da una scarica elettrica generata da una idropulitrice.

La sentenza pronunciata dal giudice del Tribunale di Larino Stefania Vacca, che ha accolto la richiesta della famiglia del giovane, difesa dall’avvocato Fabio Albino. I gestori del lido condannati in primo grado per cooperazione colposa in omicidio colposo, poi assolti in Appello, con la Cassazione che ha annullato il giudizio di secondo grado e rimandato la definizione del procedimento in sede civile, con la sentenza arrivata nella giornata di ieri, a vent’anni della tragedia.

A Termoli tuttavia non dimenticano Marco Guida. A lui gli ultras hanno voluto dedicare un’ala dello stadio di calcio ‘Cannarsa’.

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