Poietika 2019, la parola che brucia: al via l’art festival che l’Italia ci invidia

Poietika 2019, la parola che brucia: al via l’art festival che l’Italia ci invidia

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 IL PROGRAMMA

Si parte l’8 aprile (ore 18.30), con la lectio magistralis del filosofo Salvatore Natoli che introdurrà gli spettatori alla nuova rivoluzione: la necessità di esprimere la verità per scardinare l’ipocrisia, in una società nella quale conta sempre di più la carriera, il potere, il denaro, l’apparire più che l’essere.

Il 9 aprile (ore 18.30) arriva nel piccolo Molise Vandana Shiva che dialoga con Stefano Liberti: la sua voce forte che denuncia, nelle sedi internazionali più prestigiose, ciò che sta accadendo nel mondo, lo sfruttamento della terra, la questione climatica e ambientale, la biodiversità e l’alimentazione. Dall’attivista politica e ambientalista che frequenta l’Onu la voce forte contro le minacce e gli interessi delle multinazionali.

Il 10 aprile (ore 18.30) ci sarà Letizia Battaglia: ha 82 anni ma ha accolto, come tutti gli altri ospiti, l’invito della Fondazione come un privilegio. I suoi scatti, denunce contro le ingiustizie, che raccontano gli ultimi e gli indifesi al centro del dialogo con Gianna Piano.

L’11 aprile (ore 17.00) Pino Bertelli terrà un workshop sulla fotografia sociale: dalle città fabbriche ai viaggi e ai volti, da Pasolini alla strada e alle guerre, la ricerca di solchi e speranze in bianco e nero.

Il 12 aprile (ore 18.30) Jason Hickel dialoga con Alberto Pozzolo: l’antropologo racconterà la dicotomia tra paesi ricchi e paesi poveri, della povertà alimentata da chi ha tutti gli interessi perché sussistano tali differenze. La parola come verità per mettere a fuoco le politiche economiche dell’Occidente.

Il 13 aprile (ore 21) la ‘parola che arde’ si trasforma in musica con Wim Mertens, pianista e compositore fiammingo, in concerto, unica data italiana (con Nicolas Dupont al violino): il pianista e compositore del ‘less is more’, della musica che raggiunge la sua essenza più profonda, al crocevia tra ricerca e dialogo, cultura alta e popular.

Il 15 aprile (ore 18.30) lo scrittore Nedim Gursel dialoga con Jean Portante: processato per blasfemia dal governo turco, continua a portare ‘parole che ardono’ nella modernità, eguaglianza e libertà. Quando è stato invitato a Campobasso, per partecipare a Poietika, non ha nemmeno chiesto del tempo per riflettere se venire o meno. Ha detto sì in 10 minuti.

Il 16 aprile (ore 18.30) il poeta Raul Zurita dialoga con Jean Portante: torturato e condannato dal regime di Pinochet, ha continuato a testimoniare con la parola poetica e con le sue performance la situazione cilena dopo il golpe del 1973. Parole vive, che ardono, che diventano argine alla violenza, che sono resilienti e necessarie.

(Tutti gli appuntamenti si terranno al Teatro Savoia. Biglietti in vendita a 3 euro, info: www.poietika.it; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

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