Ballottaggio, Durante all’attacco: con Gravina, per dire basta ai ‘globetrotters’ della politica

Ballottaggio, Durante all’attacco: con Gravina, per dire basta ai ‘globetrotters’ della politica

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Il presidente uscente del Consiglio comunale motiva il suo voto (personale) al candidato del Movimento 5 Stelle. La condivisione sui temi etici e sui diritti avvenuta durante la consiliatura ma anche l’esigenza di mettere un freno alla destra ed evitare che i ‘pedolari della politica’ cadano sempre in piedi. “çLe Primarie per scegliere il Sindaco? Un errore non averle fatte”. GUARDA LA VIDEOINTERVISTA.


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. In Comune, nella sala Mancini, per spiegare le ragioni di un voto. Quello che domenica assegnerà a Roberto Gravina. Un appoggio a titolo personale, quello che Michele Durante - presidente uscente del Consiglio comunale del capoluogo e esponente /candidato del Partito Democratico – ha anticipato già ieri e che ora spiega compiutamente.

L’incontro con i giornalisti, intervallato da un caffè che ha voluto offrire a tutti i presenti, riguarda - come spiega in poche parole, molto chiare – “l’atteggiamento che avrò nei confronti del ballottaggio; io comunque voto Gravina, pure se ci fosse la possibilità di un seggio in Consiglio”

Una dichiarazione di carattere politico-personale che chiarisce però. “Io non ho mai votato a destra, non ho nulla a che fare con la destra né ho mai tessuto alcun tipo di alleanze, né sottobanco – e non sono abituato a farle – né sovrabanco. Ci sono momenti in cui vanno prese delle posizioni e questo è uno di quelli. Ho avuto modo di pesare Roberto sia sotto il profilo personale sia politico. Con lui, in Consiglio, una contrapposizione chiara, corretta, coraggiosa e qualche volta anche strumentale ma abbiamo condiviso punti fondamentali che cadenzano l’attività amministrativa della consiliatura: acqua pubblica, diritti civili, testamento biologico, unioni civili, il patrocinio al Molise Pride che passò proprio per il voto del Movimento. Temi etici sui quali c’è stata convergenza”. E oggi queste ‘riflessioni’ diventano scelta.

Ove mai vincesse la D’Alessandro, rimarca ancora, l’eventuale Giunta risulterebbe composta da chi vive in una sorta di ‘maggioranza continua’: i ‘globetrotters’ o ‘pendolari della politica’ che passano da una maggioranza all’altra, da un Esecutivo all’altro, cambiando casacca e schieramento.

“Io non so chi sia il candidato del centrodestra, non l’ho mai vista e credo che non conosca Campobasso: mi è nota però una possibile composizione del Consiglio comunale per la quale ci sono una serie di globetrotters che, o di qui o di lì e con tutta la simpatia e per alcuni anche un senso di amicizia personale, hanno tutta la mia disistima politica. Sono sempre in maggioranza, hanno sempre ruoli di governo. Una nutrita pattuglia di pendolari: chi ha criticato l’amministrazione Battista dovrebbe chiedersi se un po’ di responsabilità non ce l’abbiano anche le persone che fanno avanti e indietro, che sono sempre nella maggioranza e che nei ruoli di governo, quelli che firmano documenti di fedeltà e poi vanno dall’altra parte. La verità deve essere detta ai campioni della maggioranza che gestiscono, amministrano e poi spariscono e te li ritrovi dell’altra parte”.

In tanti, fra gli esponenti del centrosinistra, hanno ‘scelto’ di votare Gravina, altri hanno scelto di non scegliere né l’uno né l’altra perché distanti entrambi dalla propria visione politica e valoriale. La logica del male minore non è digeribile per tutti. “Ritengo che con l’astensione si potranno creare problemi all’Amministrazione e alla città ma io non sono mai stato equidistante, sono sempre stato dalla parte degli sconfitti, gli ultimi” sottolinea senza polemica.

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