In una breve nota il consigliere regionale esprime le sue preoccupazioni indirizzate soprattutto alle famiglie dei lavoratori a rischio


POZZILLI. Cresce il dibattito attorno alla presunta chiusura dello stabilimento Unilever di Pozzilli: anche il consigliere regionale Massimiliano Scarabeo ha voluto esprimere, tramite una nota, le sue preoccupazioni. “Nonostante l’azienda chimica abbia smentito qualsiasi ipotesi di chiusura, cresce la preoccupazione dei lavoratori per una possibile delocalizzazione della produzione a Casalpusterlengo, in Lombardia. Io mi auguro che la direzione aziendale, prima di prendere decisioni affrettate, rifletta attentamente su quelle che potrebbero essere le conseguenze nel caso specifico”.

Il pensiero di Scarabeo va principalmente ai lavoratori e alle famiglie. “Tra dipendenti diretti, indiretti e indotto sono centinaia le famiglie che rischierebbero di restare senza più reddito. Una situazione drammatica che il nostro Molise non può permettersi, visti anche gli attuali problemi occupazionali che interessano la nostra regione. Il sito produttivo di Pozzilli è stato ed è, un punto di riferimento per il nostro territorio. Va detto – prosegue il consigliere – che negli ultimi dieci anni la Unilever non ha messo in campo grandi investimenti, eccezion fatta per la linea che produce lo svelto. Questo fa pensare che non ci sia una volontà di investire sullo stabilimento presente nell’area di Pozzilli”.

L’azienda ha rassicurato i sindacati, ma al momento non c’è un piano industriale per i prossimi anni. A settembre del 2019 è stato firmato un accordo tra Unilever e sindacati per l’implementazione del piano ‘Industria 4.0’, sia in ambito alimentare, che in quello chimico. “Un programma di investimenti importante per tutti gli stabilimenti europei, ma che di fatto escluderebbe Pozzilli, in favore di un progetto pilota che interesserebbe lo stabilimento di Castelpusterlengo”, spiega Scarabeo. “La chiusura della Unilever sarebbe un colpo mortale per nostra economia regionale, per cui auspico che la Regione, l’assessore competente, le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale si siedano intorno a un tavolo istituzionale per trovare una soluzione condivisa per salvaguardare i livelli occupazionali”, chiude nella sua nota.

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