Dalla tonaca alla camicia nera: il cambio di casacca dell’ex-prete ora referente di Forza Nuova

Dalla tonaca alla camicia nera: il cambio di casacca dell’ex-prete ora referente di Forza Nuova

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Luigi Cabrino, consigliere comunale a San Giorgio Monferrato, ex sacerdote, ha aderito alla formazione di estrema destra provocando polemiche


Dal fuoco sacro della religione all'ardore della fiamma tricolore. Casale Monferrato, sabato scorso, ha accolto in contemporanea la commemorazione della Giornata del Ricordo organizzata da Forza Nuova assieme e quella lanciata da Anpi. Ci si aspettava qualche contestazione, invece è arrivato un piccolo ‘colpo di teatro’: la compagine di estrema destra ha presentato, nell’occasione, il neo-referente di zona Luigi Cabrino. Si tratta di un ex prete che ha rinunciato alla tonaca: ora è consigliere comunale eletto a San Giorgio Monferrato nella lista civica a sostegno del sindaco Pietro Dallera. La sua adesione a Forza Nuova – che non è una novità, visto che Cabrino non aveva mai nascosto la sua militanza estremista sin da giovane - ha scatenato le polemiche in paese, tra tutte quelle del gruppo San Giorgio Tradizioni e Futuro, candidato nel 2014 alle comunali, e delle opposizioni, che hanno manifestato "sconcerto" richiedendo un consiglio comunale aperto per discutere della vicenda. "Abbiamo appreso con sconcerto che Luigi Cabrino ha aderito a Forza Nuova, formazione che dichiara apertamente la propria provenienza e militanza fascista, e dimostra ambiguità su antisemitismo e negazionismo della Shoah – dichiarano, come riportato da La Repubblica, gli esponenti di San Giorgio Tradizione e Futuro - Negli ultimi tempi il nostro Paese si è visto attaccare sul fronte democratico e solidale, troppe volte l’indifferenza ha permesso che manifestazioni di nostalgia sfociassero in una retorica fascista che ci fa ritornare al periodo più buio della nostra storia recente. L’adesione di Cabrino, che si era presentato come semplice cittadino, a Forza Nuova è una vera e propria presa in giro degli elettori. Il sindaco sapeva di questa ambiguità?"

Cabrino è stato sacerdote a Ozzano, Cavagnolo e Brusasco, fino al 2014 quando ha deciso di rinunciare ai voti per seguire la sua vera vocazione: l’attivismo politico, un amore di lunga data che risale ai tempi di Alleanza Nazionale proprio a Casale Monferrato. Nel 2001 ha deciso di aderire alla Fiamma tricolore, ed è diventato consigliere comunale a Villanova dove è stato eletto per due volte. Poi è stato missionario a fianco di un sacerdote, prima in Africa nel 2006, dopo in Patagonia. Oggi è un insegnante precario alla scuola primaria, è sposato con due figli e si è trasferito a San Giorgio dove ha ripreso la carriera da amministratore cittadino, a sostegno del sindaco Pietro Dallera. Qui è scoppiata la polemica.

Stando alle ultime novità, Cabrino non costituirà un gruppo di Forza Nuova nell’assise civica, e quindi l'appartenenza partitica non influirà sull'operato amministrativo. L'adesione al partito resterà fuori, dove il coordinatore regionale Luigi Cortese ha deciso di dargli l'incarico come referente del Monferrato. "È tesserato con noi da un anno e non cambierà gruppo: c'è libera scelta su come comportarsi, soprattutto arrivando da una lista civica", spiega Cortese. "Da maggio, quando sono stato eletto, ho portato avanti ben 24 atti di diverso tipo come consigliere comunale", gli fa eco proprio Cortese. Recentissima la sua battaglia, definita “apolitica”, insieme agli altri consiglieri di Forza Nuova e Fratelli d'Italia per far modificare la legge che disciplina le onorificenze, allo scopo di revocare titoli di merito a persone come il maresciallo Tito e altri esponenti del regime jugoslavo. 

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