Coronavirus, Italia verso il lockdown soft: 9 novembre data cruciale

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Se entro quel giorno le misure restrittive dell’ultimo Dpcm non avranno reale efficacia, scatteranno le chiusure: fuori solo per lavoro


La data “x” è quella del 9 novembre, entro la quale scadranno le due settimane dall’entrata in vigore delle restrizioni stabilite con l’ultimo Dpcm: se la curva dei contagi dovesse restare in ascesa e la situazione dei ricoveri pure sarà lockdown soft.

In tal caso – scrive il Messaggero – “scatterebbero divieti di spostamento ferrei specie verso le zone più colpite dal virus, permettendo l’uscita di casa solo per andare a lavoro, per fare la spesa, per assistere un parente malato o per portare i figli a scuola. Il passaggio successivo coinvolgerebbe intere aree regionali, fino all’imposizione della Didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado”.

Tuttavia alcuni esperti, unitamente ai ministri Speranza e Franceschini per il Governo, sarebbero intenzionati a procedere con ulteriori limitazioni anche prima di tale data, seguendo un po’ gli esempi di Francia e Germania, con l’auspicio di poter arginare l’avanzata del Covid e magari giungere al mese di dicembre in condizioni più tranquille.

Sempre ‘Il Messaggero’ svela però altri retroscena secondo cui “nell’ultima riunione di maggioranza è stata fissata a 35mila la quota di contagi giornali oltre la quale scatterebbe l’allarme” e che per le terapie intensive la soglia per il lockdown sarebbe quella delle 2500, “mentre ad oggi sono (ieri, ndr) sono quasi 1500 quelle occupate dai pazienti Covid”.

Dunque, una linea sottile divide la posizione “attendista” da quella più “interventista”. I prossimi giorni saranno fondamentali.

 

 

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