Isernia, Andrea Galasso ottiene il 'baratto amministrativo'

Isernia, Andrea Galasso ottiene il 'baratto amministrativo'

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Sulla scia di quanto accaduto già a Invorio, in provincia di Novara, il consigliere di 'Isernia di tutti' propone lo 'scambio' tra pubblica amministrazione e cittadini tramite il pagamento di un tributo comunale con un lavoro utile alla comunità. Entro 120 giorni il regolamento attuativo. L'ordine del giorno approvato all'unanimità in Consiglio comunale


ISERNIA. Il consigliere al Comune di Isernia Andrea Galasso, si è fatto promotore dell'ordine del giorno, approvato all'unanimità dall'assise civica dello scorso 29 luglio, avente a oggetto il cosiddetto baratto amministrativo. In particolare, la proposta si rifà all'articolo 24 della legge 164/2014 (Sblocca Italia) che prevede "misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio". La norma è venuta alle cronache nazionali grazie al comune di Invorio, in provincia di Novara, che è stato uno dei primi ad approvare una sorta di 'baratto amministrativo' con i cittadini. In buona sostanza, la legge promuove uno scambio che permetterebbe agli enti locali di accordarsi con i cittadini che non possono pagare le tasse locali, compensando i debiti verso la pubblica amministrazione con servizi alternativi resi alla comunità.

In pratica, tutti coloro i quali si trovino in difficoltà economiche possono accordarsi con il Comune sostituendo la morosità con un'opera che migliori la vivibilità e l'arredo urbano (pulizia delle strade, del verde e dei luoghi pubblici, assistenza alle scolaresche, sgombero neve, ecc. ecc.). Ovviamente, non tutti potranno 'scambiare' il pagamento con un semplice lavoretto, altrimenti le casse comunali finirebbero in dissesto: i furbetti, dunque, sono presto avvertiti. Per tale ragione si dovrà definire, entro il 30 novembre prossimo, un regolamento attuativo che stabilisca criteri e modalità e ne stabilisca le tariffe economiche relativamente alle ore di lavoro prestate.

E' comunque un modo interessante per favorire quell'avvicinamento tra cittadino e amministrazione tagliando anche i possibili contenziosi, utili solo a far lievitare le spese ma non a incassare i crediti, e salvaguardando la dignità di persone che per varie ragioni non riescono a far fronte ai loro impegni col fisco. In un particolare momento di crisi, dunque, la riduzione o l'esenzione dei tributi significherebbe un importante segnale di vicinanza del Comune verso le classi deboli e le loro problematiche quotidiane, oltre a uno stimolo a diffondere maggiore senso civico e di appartenenza. La proposta del consigliere Galasso, come detto, è stata approvata all'unanimità.

Fc

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