Trasporto pubblico: costo più alto d’Italia, servizio da terzo mondo. E i dipendenti aspettano gli stipendi da mesi

Trasporto pubblico: costo più alto d’Italia, servizio da terzo mondo. E i dipendenti aspettano gli stipendi da mesi

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I sindacati del settore lanciano l’ennesimo allarme visto che ormai le aziende dei traporti hanno adottato tutte lo stesso sistema: non pagare con regolarità i dipendenti. Sul bando per il gestore unico non c’è più tempo da perdere


CAMPOBASSO. Trasporto pubblico locale, che i cittadini pagano carissimo ma che non produce alcun servizio di rilievo per gli utenti e che costringe i dipendenti delle aziende molisane a continue vertenze per il riconoscimento di un diritto. Il pagamento puntuale delle spettanze.

Il costo per ciascun residente pari a 187,80 euro ed è in assoluto e di gran lunga il più alto tra le regioni italiane a statuto ordinario, addirittura il 71,52% in più della media nazionale. E il servizio può definirsi assolutamente scadente. Senza contare quello che accade con cadenza ciclica, sempre identica. Una sorta di ‘influenza stagionale’ che colpisce i lavoratori del settore. Non pagati con regolarità e ‘puniti’ se osano chiedere il rispetto di un diritto, un contratto, un impegno sottoscritto da entrambe le parti.

La situazione è ormai insostenibile. La vertenza Atm rappresenta l’emblema di uno stallo che ha ricadute pensatissime sui lavoratori e sulle famiglie. Due, tre stipendi arretrati se va bene. Altrimenti si possono contarne sette di mensilità spettanti che non vengono erogate nei termini previsti. Le segreterie regionali dei sindacati dei trasporti (Faisa Cisal Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Autoferro) ribadiscono quanto sia necessario arrivare con immediatezza al bando per il gestore unico e rimarcano come quella che era una vicenda confinata alla sola Atm adesso stia diventando una sorta di ‘esempio’ che altre realtà imprenditoriali concretizzano. Sempre in danno dei lavoratori. Infatti la stessa situazione grave ha colpito Sati, Seac e Gtm.

Fino a qualche mese fa, tra le 29 aziende molisane, vi era la sola Atm Spa a rappresentare in negativo il panorama trasportistico regionale, almeno per quanto attiene il capitolo non irrilevante ed attinente la regolarità nel pagamento delle retribuzioni ai dipendenti. Ed è proprio per tali motivi - spiegano i sindacati in una nota congiunta - che abbiamo attivato nei confronti della stessa Atm Spa le usuali procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalle normative vigenti e che costituiscono, come è noto, l’anticamera di un’azione di sciopero nei servizi pubblici essenziali. La fase finale della procedura di conciliazione, tenutasi qualche giorno fa presso la Prefettura di Campobasso e che ha fatto registrare la presenza della stessa Regione Molise, si è infatti conclusa con esito negativo e non poteva essere altrimenti atteso che l’azienda, nonostante il pagamento puntuale e mensile della Regione (fenomeno alquanto raro nel panorama nazionale), continua a ritenere di vantare crediti per circa 500.000 euro nei confronti della stessa Regione Molise, producendo inaccettabili ricadute verso gli incolpevoli dipendenti costretti, nella migliore delle ipotesi, ad adire per vie legali (decreti ingiuntivi e pignoramenti) per ottenere il dovuto”.

Una situazione di stallo, quindi. Un cortocircuito che colpisce chi lavora e al quale non viene erogato lo stipendio.

“L’aspetto più preoccupante – spiegano ancora - è che questo cattivo esempio o se vogliamo più sarcasticamente questo ‘stato influenzale stagionale’, rischia sempre più di diffondersi a macchia d’olio dal momento che sta colpendo ormai analogamente, gran parte delle aziende del trasporto pubblico locale molisano. Paradossalmente stiamo parlando proprio di quelle quattro/cinque imprese molisane che vantano i numeri maggiori in ambito regionale, sia in termini di chilometri effettuati, di numero dipendenti e di parco mezzi e che potrebbero almeno in teoria concorrere per l’assegnazione del bando di gara in altre regioni. Invece proprio i lauti compensi ed il ‘giardinetto’ sapientemente coltivato in loco, ha fatto sì che a nessuna di loro sia convenuto accrescere le capacità gestionali e le competenze per confrontarsi con analoghe aziende del settore. E le conseguenze per i cittadini e per le stesse Istituzioni molisane sono assai note e sotto gli occhi di tutti: a fronte di un servizio complessivamente scadente sotto tutti i punti di vista (efficienza, qualità dei mezzi, sicurezza, pulizia ecc. ecc.), il costo per ciascun residente - pari a 187,80 euro - è in assoluto e di gran lunga il più alto tra le regioni italiane a statuto ordinario, addirittura il 71,52% in più della media nazionale”.

Uno scenario avvilente che interessa prioritariamente il cittadino/utente al quale “ fanno da contraltare le pessime condizioni in cui versano i lavoratori dipendenti di queste imprese: alle difficoltà delle maestranze Atm Spa, si stanno ora aggiungendo analoghe situazioni di criticità anche per i dipendenti della Sati, della Seac di Campobasso e della Gtm di Termoli, alle prese anche loro con inaccettabili ritardi per quanto concerne la regolarità nel pagamento degli stipendi. Ritardi come detto insopportabili anche in relazione alle ingenti risorse pubbliche che le stesse imprese ricevono e ad un costo del lavoro che è tra i più bassi d’Italia anche perché nessuna di loro applica contratti cosiddetti integrativi. Eppure i costi di queste aziende, rispetto ai ricavi sono, di gran lunga, superiori a quelle di un’azienda di dimensioni maggiori. A questo punto, qualcosa non torna”.

E se qualcuno chiede di avere quanto gli spetta, si rivolge ad un avvocato per adire le vie legali, scattano le ritorsioni. E sono le stesse segreterie regionali dei sindacati dei trasporti a spiegarle.

“Licenziamenti per coloro che diventano inidonei alla guida, trasferimenti del personale dai servizi statali (più remunerativi) ai servizi regionali, trasferimenti punitivi verso località distanti dalle rispettive residenze, trasferimenti di personale amministrativo verso altre società di comodo con contestuale diminuzione di garanzie e tutele. Insomma uno scenario davvero surreale che colloca il trasporto pubblico molisano all’ultimo posto in Italia per efficienza, trasparenza e trattamento del personale dipendente.

Per questo motivo ci siamo rivolti al riconfermato assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Niro ma anche allo stesso governatore Donato Toma e alla sua Giunta e più in generale a tutti i consiglieri regionali in un disperato appello affinché la politica si convinca finalmente ad andare avanti celermente verso il bando per l’assegnazione dei servizi di trasporto ad un unico gestore. A nostro avviso questa soluzione se attuata nei tempi previsti e preannunciati in più di un’occasione dall’assessore Niro, può rappresentare la panacea di tutti i mali e per i lavoratori del settore l’unica speranza e, se vogliamo, un calmante per le tante tensioni accumulate. Nel frattempo e in attesa dell’auspicato gestore unico, chiediamo un deciso intervento verso le aziende, che non sia solo formale, ma anche sanzionatorio nei casi che si segnalassero”.

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