In fuga dal Molise, Aida Romagnuolo: Anas pronta a smantellare, Toma e Niro intervengano

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Il consigliere regionale di ‘Prima il Molise’ annuncia il riassetto territoriale dell’azienda e parla di ennesima sconfitta. Se il piano annunciato andrà in porto, si perderebbero la gestione amministrativa, la struttura di progettazione e realizzazione lavori e l’autonomia degli uffici


CAMPOBASSO. Anche l’Anas sembrerebbe pronta ad ‘abbandonare’ il Molise. Lo sostiene il consigliere regionale Aida Romagnuolo (Prima il Molise).

“E’ di questi giorni la notizia che anche a breve diventerà un ufficio periferico di manutenzione e di fatto una succursale dell’Abruzzo considerato che, nel riassetto territoriale nazionale e nei programmi e negli obiettivi dell’Anas, si prevedono 16 strutture regionali con 3 aggregazioni (Molise, Friuli Venezia e Valle D’Aosta). Purtroppo – chiosa Aida Romagnuolo - se non si interviene con determinazione e autorevolezza, la nostra regione nell’ambito di tale riassetto territoriale, dopo il fallimento delle macroaree Anas, sarà aggregata definitivamente all’Abruzzo: l’ennesima nostra sconfitta. In questo modo, dopo l’Enel, alcuni sindacati, le Ferrovie dello stato, la legione dei Carabinieri, si realizzerà il disegno criminoso di far sparire il nostro Molise”.

Tale aggregazione, se attuata - comporterebbe la perdita gestionale amministrativa, la struttura di progettazione e realizzazione lavori e, soprattutto l’autonomia degli uffici. Resterebbe in regione solo la gestione esercizio e la manutenzione.

“La mia parola d'ordine è ribellione. Continua inesorabile la perdita dell’autonomia del Molise visti i nuvoloni che si addensano oggi sugli uffici regionali dell’Anas molisana e questa sarà l’ennesima decapitazione ai danni dei cittadini e del nostro territorio. Personalmente – ha concluso Aida Romagnuolo - visto che il Molise ha più chilometri della Liguria ed è quasi alla pari di molte altre regioni italiane (con oltre 600 chilometri), il problema resta esclusivamente politico. Per questo credo che il presidente Toma e l’assessore Niro debbano con urgenza intervenire per difendere le nostre ragioni, la nostra autonomia e la nostra dignità, perché sarebbe l’ennesimo colpo mortale nei confronti della popolazione”.

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