Isernia, Dall’Olio ‘motiva’ l’assessorato: o noi o il commissario

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La giovane esponente di Isernia Migliore, il gruppo di Galasso e Di Baggio, svela i ragionamenti politici dietro il sì al suo ingresso in Giunta: senso di responsabilità e rispetto per gli elettori ci impongono di superare le schermaglie e fare insieme gli interessi della città. Non possiamo delegare ad altri le decisioni sul nostro territorio. Sulle deleghe: nessuna richiesta specifica, il sindaco saprà cosa fare


di Pasquale Bartolomeo

ISERNIA. Di alternative ce n’erano poche. Senza di loro, numeri certi non se ne vedevano e lo spettro di tornare a casa prima del tempo, tutti, con un nuovo commissariamento all’orizzonte si sarebbe affacciato, minaccioso, più di una volta. Di qui la scelta, meditata e non facile, di sotterrare l’ascia da guerra, superando le schermaglie e tendendo la mano al sindaco per mero senso di responsabilità, verso la città e i propri elettori.

‘Isernia Migliore’ motiva l’assessorato che si è ritrovata a occupare, a Palazzo San Francesco, con la giovane consigliera Linda Dall’Olio. Il gruppo guidato da Andrea Galasso al Comune (forte di 5 consiglieri) e dall’assessore Roberto Di Baggio in Regione ha deciso di accettare l’invito del primo cittadino Giacomo d’Apollonio a collaborare insieme per dare nuovo slancio all’amministrazione: una decisione che ha fatto discutere non poco a livello politico, vista l’estrazione del gruppo, schierato all’atto delle elezioni 2016 a sostegno del candidato sindaco di centrosinistra Rita Formichelli, in prima battuta, per poi convergere sull’altro candidato di centrodestra finito al ballottaggio, Gabriele Melogli.

Da tre anni a questa parte ne è passata di acqua sotto i ponti. Lo scenario politico si è interamente capovolto, con la Regione governata dal centrodestra di Donato Toma che vanta, in Giunta, la presenza dell’assessore Di Baggio, eletto nelle file di Forza Italia in cui è trasmigrato a suon di voti e al suo gruppo politico. Inevitabile, dunque, che prima o poi i cocci si sarebbero dovuti ricomporre, nella coalizione, con conseguenti nuovi equilibri anche a Palazzo San Francesco. Ciò che è centrodestra a Campobasso, per logica, dovrebbe essere tale anche a Isernia. Anche perché l’unica alternativa concreta, in caso di numeri traballanti in Consiglio comunale, sarebbe stata quella di vedere cadere d’Apollonio sul bilancio, con due anni di anticipo rispetto alla fine del mandato. Insomma, un nuovo, ennesimo commissario prefettizio con la città che si sarebbe vista di nuovo privata di un governo democratico.

Di qui la decisione, scaturita in seguito ad un ampio confronto, una volta “ravvisata reciprocamente la necessità di assicurare nuovo e ulteriore impulso – spiega Linda Dall’Olio - impossibile da arrecare concretamente con un sostegno esterno e dunque attuabile solo attraverso una partecipazione attiva e un ruolo operativo”. Animati da senso di responsabilità verso i propri elettori (ben 324 quelli presi della Dall’Olio), da Isernia Migliore hanno dunque preso atto che “in una situazione di tracollo, con una città che chiede risposte concrete e immediate, non si può restare fermi su posizioni rigide - sottolinea il neo assessore - a guardare il collasso di una comunità che merita rispetto e dignità. Sono stati tre anni di amministrazione difficili, costellati di scelte impopolari, a volte dettate da condizioni imprescindibili, altre volte frutto di una mancata condivisione con tutte le forze politiche in campo. In più occasioni, dai banchi della minoranza, abbiamo chiesto ascolto, abbiamo offerto il nostro sostegno, reale, operativo, sempre e solo per il bene della città. Proposte soffocate, mai valutate, sempre e solo per la fredda logica delle posizioni politiche, frastagliate tra maggioranza e minoranza. Ora, a metà percorso, la città aspetta e merita un cambio di rotta. L’amministrazione tutta è ad un bivio: ammettere il fallimento e lasciare la città nelle mani dell’ennesimo commissario prefettizio, oppure fare un bagno di umiltà e unire le forze per risollevarne le sorti. Noi di Isernia Migliore siamo orgogliosi ma responsabili – aggiunge - e di fronte al grido di aiuto della comunità non possiamo tacere e permetterci di contribuire ad alimentare giochi di potere ormai anacronistici e dannosi. Noi tutti abbiamo la responsabilità di rispettare, rappresentare e proteggere la delega democratica che ci è stata affidata, piuttosto che lasciare tutto nelle mani di un nuovo funzionario statale, venuto da chissà dove a decidere del destino del nostro territorio, e siamo ancora una volta disponibili a rimboccarci le maniche e a lavorare per il bene della città”.

In sostanza, la giovane assessora ha accettato per spirito di servizio il rischio di mettersi in gioco, a opera in corso, con un’amministrazione che non gode certo dei favori della popolarità, almeno negli ultimi mesi a questa parte (come per la vicenda dei parcheggi a pagamento, solo per citare l’ultimo provvedimento che ha fatto imbufalire mezza città). Non ha chiesto deleghe specifiche, giura, ma ammette che il sindaco ne conosce le attitudini personali e professionali e saprà fare la scelta giusta. Lo spirito è quello di dare “un impulso propositivo ai tanti problemi irrisolti e ai tanti progetti che bisogna avviare – argomenta Dall’Olio - Lavoreremo serenamente senza pregiudizi, nella convinzione che la politica, intesa come missione a servizio della comunità, deve riuscire a superare le frizioni e le diversità di vedute: bisogna unire le forze per restituire ai cittadini le giuste aspettative di una vita migliore”.  Un messaggio che, a leggere tra le righe, sembra una mano tesa rivolto anche ai Popolari di Vincenzo Niro e Gianni Fantozzi, gruppo di ben 6 persone in Consiglio, protagonista di un lungo braccio di ferro col sindaco per la questione dell’elezione del presidente dell’assise, ai sensi del nuovo Statuto. “Loro – chiosa infatti l’assessore Dall’Olio – sono stati eletti in maggioranza e mi auguro che restino dove sono per fare, insieme, gli interessi della città”.

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