La cassa integrazione ‘esplode’ a Campobasso. Boccardo: la crisi continua a mordere

La cassa integrazione ‘esplode’ a Campobasso. Boccardo: la crisi continua a mordere

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Lo ha evidenziato la segretaria della Uil Molise, commentando i dati Istat, che evidenziano un incremento del 185%


CAMPOBASSO. Esplode la cassa integrazione a Campobasso: rispetto ai primi 5 mesi dello scorso anno, da gennaio a maggio 2019 si registrano incrementi della cassa integrazione in 41 Province. Nel capoluogo regionale del Molise +185%. Una situazione davvero preoccupante, della quale pare proprio che non vi sia consapevolezza da parte di chi dovrebbe occuparsene direttamente, anzitutto l’Assessore al Lavoro.” A evidenziarlo la segretaria regionale della Uil Tecla Boccardo, commentando i dati Inps.

Si mantengono stabili, rispetto ad aprile, le ore di cassa integrazione autorizzate a livello nazionale a maggio (25,2 milioni di ore). Complessivamente, nei primi 5 mesi dell’anno in corso, la cassa integrazione registra 116,4 milioni di ore, in aumento dell’11,4% rispetto allo stesso periodo del 2018, contribuendo a conservare 137 mila posti di lavoro.


Ecco i dati molisani snocciolati dalla Segretaria generale: a maggio 26.128 ore autorizzate di cassa integrazione (7mils a Campobasso, 19mila a Isernia), quasi 500mila ore autorizzate nei primi cinque mesi di quest’anno mentre erano 321.000 nel periodo corrispondente dell’anno passato, il che fa un incremento del 55%; sono stati così salvaguardati 588 posti di lavoro, la gran parte dei quali in provincia di Campobasso.

“I dati, soprattutto quelli riferiti alla cassa integrazione straordinaria – ha affermato Boccardo - mostrano che siamo in presenza di uno stato di forte sofferenza di una parte del nostro sistema produttivo ed occupazionale. Occorre fornire, a questi settori produttivi, non solo i necessari ammortizzatori sociali nei tempi di crisi, ma strumenti e politiche mirate alla crescita, competitività e sviluppo. Di tutto questo, come sindacato, vorremmo parlare, in modo concreto con la Regione, ma il confronto, sempre promesso, non viene per nulla praticato. Ed i nostri lavoratori, e le aziende che attraversano un momento di crisi, attendono, tirano avanti a fatica con quel poco che danno gli ammortizzatori sociali. Ma la loro pazienza ed anche quella del sindacato – ha concluso - è giunta al limite.”

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