Il muro di Berlino, trent’anni dopo: recital mob degli studenti per la ‘Giornata della libertà’

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Il sindaco di Campobasso Roberto Gravina in piazza Municipio con i ragazzi, per ricordare il 9 novembre 1989



CAMPOBASSO. Anche Campobasso ricorda il 9 novembre 1989, il giorno che cambiò la storia. Recital mob degli studenti in piazza Municipio per celebrare la caduta del Muro di Berlino, quello stesso muro che per 28 anni è stato simbolo della Guerra Fredda e della divisione dell’Europa e del mondo.

Un anniversario, il trentesimo, che è un’occasione per riflettere e capire cosa sta succedendo nel mondo e nella nostra società, ricordato nella 'Giornata della libertà' contro ogni oppressione e totalitarismo, indetta per oggi dal Parlamento.

Il Liceo Galanti di Campobasso ha aderito all’iniziativa con una serie di attività in piazza Vittorio Emanuele II, alle quali hanno aderito tutte le classi dell’istituto e due classi quinte della scuola primaria Enrico D’Ovidio. Con gli studenti il sindaco di Campobasso Roberto Gravina.

Il Comune di Campobasso, con un ordine del giorno discusso in Consiglio comunale il 12 settembre ed approvato all’unanimità, ha infatti aderito alla ‘Giornata nazionale di mobilitazione contro tutti i muri’ indetta dalla Tavola della pace e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani. Da Palazzo San Giorgio l'invito ad associazioni, Sprar e rappresentanze studentesche a dedicare la giornata di oggi alla realizzazione di iniziative di conoscenza, riflessione, dialogo e impegno che proprio partendo dall’anniversario della caduta del Muro di Berlino possano consentire a tutti di riflettere sui valori della libertà, della fraternità, della pace e dei diritti umani.

Nonostante i profondi cambiamenti seguiti a quell’accadimento epocale, altri 62 muri e barriere sono stati, infatti, eretti nel mondo dividendo popoli e nazioni e altri sono ancora in costruzione anche in Europa.

Un anniversario come questo che viene celebrato oggi in tutto il mondo, riveste un significato simbolico potente e in grado di coinvolgere in riflessioni ampie e approfondite la nostra società. – ha dichiarato alla fine della mattinata il sindaco – Oggi, qui in piazza, abbiamo i giovani che si dimostrano, forse anche per indole, più pronti a superare certe barriere, ad abbattere distinzioni e pregiudizi, ma è l’intera società che deve essere in grado di superare quelle linee di confine che troppo spesso emarginano chi riteniamo essere diverso da noi anche nella nostra quotidianità.”

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