Centrale a biomasse, terremoto politico ad Agnone: due assessori si dimettono, il sindaco azzera la Giunta

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Marcovecchio accusato in Consiglio comunale di conflitto di interessi dalle minoranze. Intanto, la Soprintendenza nega il via libera all'impianto


AGNONE. Giornata campale, ieri, quella vissuta dall'amministrazione comunale di Agnone dove si è consumato uno scontro senza pari, in seno all'amministrazione Marcovecchio, sulla questione della costruzione di una centrale a biomasse al confine tra Agnone e Poggio Sannita per opera di una società di Roma. In prima battuta il vicesindaco Linda Rosa Marcovecchio e l'assessore Annalisa Melloni hanno rassegnato le proprie dimissioni; successivamente il primo cittadino Lorenzo Marcovecchio , con decreto sindacale n. 15/2019,ha deciso di azzerare l'intera Giunta "nelle more della riorganizzazione della composizione dell'esecutivo e di una diversa distribuzione delle deleghe e degli incarichi".

Nel corso dell'infuocato Consiglio comunale, le minoranze, con in testa Andrea Greco del Movimento 5 Stelle, avevano accusato il sindaco di un presunto conflitto di interessi a causa di una collaborazione con un avvocato romano che risulterebbe socio della Circeo Agricola srl, che vuole realizzare appunto l'impianto a biomasse.

Il tutto, nella stessa giornata in cui la Soprintendenza ha dato parere negativo alla costruzione della centrale.

 

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