Coronavirus e cassa integrazione, 5mila le domande. Confronto in Commissione sul perché dei ritardi

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Su richiesta del consigliere del M5s Patrizia Manzo, che ha evidenziato perché tutto il sistema non ha funzionato. Una questione che interessa tanti lavoratori in attesa del sussidio. 


CAMPOBASSO. Coronavirus e Cassa integrazione in deroga, sono circa 5mila le domande presentate in Molise, con la procedura effettuata per il 50% circa. 

Un dato indicato durante la riunione della II Commissione consiliare, che si è svolta oggi in videoconferenza, presieduta da Michele Iorio, e che su richiesta del consigliere del M5s Patrizia Manzo si è occupata dei ritardi e sugli eventuali correttivi da adottare per velocizzare l’erogazione della Cassa integrazione in deroga. A riguardo sono stati auditi il direttore del Terzo Dipartimento della Giunta regionale, Claudio Iocca, il direttore responsabile del Servizio politiche per l’occupazione, Vincenzo Rossi (accompagnato anche dal funzionario Antonio Ferocino), il direttore della sede regionale del Molise dell’Inps, Stefano Ugo Quaranta, e i Dirigenti responsabili territoriali dello stesso Istituto di previdenza.

A determinare i ritardi, hanno detto, il grosso numero delle richieste pervenute e le difficoltà tecniche di interconnessione tra diversi software gestionali e tra le differenti banche dati, in disponibilità della Regione e dell’Inps. Come pure sono stati sottolineati gli errori nella compilazione di un numero cospicuo di domande. C’è stato poi l’elemento della carenza di personale, appena potenziato dalla Regione per occuparsi di inserimento e trattazione digitale delle domande.

Visto l’interesse sociale dell’argomento trattato, considerato l’elevato numero di famiglie interessate, hanno partecipato alla seduta diversi consiglieri regionali, anche non appartenenti alla Commissione. Dai dati Inps intanto emerge che, a data 11 maggio, sono state pagate 288 aziende, su 688 domande trasmesse dalla Regione.

Sulla questione dei ritardi nel pagamento della cassa integrazione in deroga è intervenuta Patrizia Manzo, che ha evidenziato l’inefficienza del Sil, il Sistema informativo del lavoro.

“Una grave lacuna – ha detto la pentastellata - che conferma, mio malgrado, che la nostra regione vive distante anni luce dal contesto tecnologico e informatizzato, che consente efficienza e estrema velocità nelle procedure e nei servizi da erogare alla popolazione. Le conseguenze di questa gravosa situazione – ha aggiunto - sono vergognose in tempi normali, ma diventano drammatiche in una situazione emergenziale come quella che stiamo vivendo. L’iter di ogni domanda richiede giorni e giorni di lavorazione: la Regione riceve l’istanza, scarica la modulistica (in formato excel) e la trasforma (in xml) in modo che sia possibile l’invio al sistema che a sua volta, fatte le dovute verifiche della congruità della richiesta, la invia all’Inps che, via pec, la inoltra alle aziende. Alla fine si ottiene il modello SR 41, quello che permette il pagamento al lavoratore”.

Ad oggi, ha evidenziato ancora Patrizia Manzo, la Regione Molise - che ha dovuto far ricorso ad una sorta di task force cooptando il personale - ha censito oltre 3mila istanze, di cui 1298 inviate al sistema percettori del reddito. Nel ‘cervellone’ Inps - dato aggiornato a questa mattina alle 8.30 - sono pervenute 1.020 domande, di cui 756 lavorate e 181 respinte.

“In tutto questo bailamme la politica regionale ha pensato bene di azzerare la Giunta, procedere alla rimozione dell’assessore al Lavoro, eliminando di fatto anche il riferimento per ogni eventuale problema che avesse potuto paventarsi. Inutile scaricare tutte le responsabilità sull’Inps che è riuscito, seppure con procedure ordinarie, a rispondere in un mese e mezzo ad un numero di istanze che evade, mediamente, in cinque anni. Purtroppo – ha concluso Manzo - questi assurdi errori e negligenze si ‘abbattono’ sempre e solo sui cittadini che, mai come oggi, avrebbero avuto bisogno di risposte tempestive”.

“La straordinarietà del momento che stiamo vivendo – il parere del presidente della Commissione Michele Iorio - ha colto tutti di sorpresa ma non dobbiamo dimenticare che le aziende, e parlando del Molise mi riferisco in particolare alle piccole e medie imprese, sono il sale della nostra economia che si è fermata a causa del Covid. Abbiamo il dovere di mettere i nostri cittadini nelle condizioni di poter avere una boccata di ossigeno il prima possibile, abbiamo l’obbligo di ricostruire la fiducia nelle istituzioni, a partire dalla politica stessa”.

 

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