Toma in debito con Salvini: "Il quinto assessore resta alla Lega". E sulla sanità: "L'Hub misto ha funzionato"

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Il governatore, che sembra poco preoccupato dalla notizia della penultima posizione occupata nell'indice di gradimento dei governatori, procede spedito sulle nomine in giunta e dichiara: “Con la Lega c’è stato un chiarimento politico ed è giusto mantenere intatti gli equilibri interni alla coalizione che nel 2018 ha vinto le elezioni”. Sul nome del quinto componente dell’esecutivo per ora non si sbottona ma annuncia: “Sarà senz’altro un esterno”


CAMPOBASSO. Il presidente della giunta regionale starebbe per sistemare l’ultima casella rimasta scoperta all’interno dell’esecutivo, dopo il rinnovo degli assessori uscenti (Cotugno, Cavaliere, Di Baggio e Niro) ad eccezione di Luigi Mazzuto, la cui nomina è stata sempre osteggiata da alcuni esponenti della maggioranza, a partire dalle ex leghiste Aida Romagnuolo e Filomena Calenda.

In una intervista rilasciata al quotidiano “Primo Piano Molise” Toma ha annunciato che con il partito di Matteo Salvini, che aveva apertamente criticato l’estromissione del Carroccio dalla giunta nel pieno dell’emergenza Covid, è ormai pace fatta e in virtù di questo è disposto a restituirgli l’ambita poltrona. Elemento che lascerebbe ancora fuori dall’esecutivo il partito di Fratelli d’Italia, peraltro penalizzato politicamente dalla fuoriuscita da Palazzo D’Aimmo di un suo esponente, Massimiliano Scarabeo.
Il governatore ha annunciato anche un’altra novità: il quinto assessore sarà certamente un esterno. Il nome del Mister X non corrisponderebbe a una figura femminile, in perfetta continuità con l’anomalia tutta molisana di privilegiare una giunta di soli uomini. E’ plausibile che un accordo sul nome tra la Lega e il governatore ad oggi ancora non ci sia anche se l’eventuale ipotesi di riconferma di Luigi Mazzuto al momento appare lontana.

Toma è tornato anche sull’argomento sanità, difendendo tutte le scelte fin quì fatte sulla gestione dell’emergenza Covid e in relazione all’operato della direzione generale dell’Asrem. E sulla funzione dell’ospedale misto, contestata da più parti e in modo particolare dai primari del Cardarelli che in settimana sono nuovamente tornati a denunciare la situazione critica del nosocomio regionale, Toma ha lanciato un dato: “Al Cardarelli nessun operatore sanitario finora si è infettato, come è accaduto ovunque in Italia”. E’ certo però che non basterà neppure questo a placare gli animi, soprattutto dei numerosi pazienti che a distanza di quasi tre mesi dall'inizio dell'emergenza, sono letteralmente terrorizzati dall’idea di dover varcare la soglia di ingresso del presidio ospedaliero di contrada Tappino. 

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