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Sanità, sul Pos Iorio contro Toma: “Bugie istituzionalizzate, il piano è illegittimo”

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Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia ha detto di non credere alle affermazioni del commissario ad acta, che ieri ha garantito che nessun reparto ospedaliero sarà chiuso


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Piano operativo sanitario 2019/2021, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Michele Iorio definisce “illegittimo” il provvedimento adottato da Donato Toma, in qualità di commissario alla Sanità. E non crede alle rassicurazioni che nessun reparto ospedaliero chiuderà, definendo le affermazioni del governatore “bugie istituzionalizzate”.

Posizione espressa in una conferenza stampa, convocata all’indomani dell’incontro con la stampa in cui il governatore-commissario ha illustrato il Pos.

“Toma voleva far credere di essere il Nembo Kid della politica molisana – le parole di Iorio – colui che in soli 30 giorni è stato in grado di adottare il Pos. Poi ieri abbiamo sentito che si tratta del piano fatto dall’ex commissario Angelo Giustini, con piccoli aggiustamenti”.

Parlando ai giornalisti Iorio è partito dal Piano sanitario redatto da Frattura, approvato con legge ritenuta poi incostituzionale dalla Consulta, “in quanto atto complesso, che ha conseguenze oltre che sulla salute sulla vita sociale dei cittadini e come tale ha bisogno di un confronto che includa la Regione, la Conferenza dei sindaci, i sindacati, l’Ordine dei medici e le categorie professionali”.

Una sentenza, quella della Corte costituzionale, che potrebbe fare dell'attuale Pos “un atto illegittimo, con conseguenze penali o davanti alla Corte dei Conti”.

All’aspetto procedurale si affianca quello sanitario. Partendo dall’organizzazione degli ospedali. “Gli ospedali di Isernia e di Termoli – ha affermato Iorio - vengono definiti ospedali di base, in cui devono dunque essere garantiti solo i reparti di Medicina, Chirurgia, Ortopedia e Anestesia. Per Isernia si prevede il Punto nascita, che non è indicato per Termoli. Non c’è nessuna menzione per Emodinamica, menzionata invece per il San Timoteo, e Cardiologia. Per cui non si può credere alle affermazioni di Toma, che dice che nessun reparto sarà chiuso, se non ci sono indicazioni nel Pos. L’ospedale di Termoli invece rischia di essere dequalificato dalla realizzazione della nuova struttura di Vasto-San Salvo, prevista dalla Regione Abruzzo, che potrebbe assorbire anche il bacino del Basso Molise, svuotando così il San Timoteo e facendo aumentare la mobilità passiva. Vale a dire il costo sanitario per i molisani che vanno a curarsi fuori regione”.

Un costo, quello della mobilità passiva, che attualmente si aggira sui 100 milioni di euro, “quando c’ero io erano 50”, ha affermato ancora Iorio. Che ha poi suggerito cosa si dovrebbe fare a suo avviso. Partendo dal coinvolgimento del Consiglio regionale per disegnare il futuro della sanità molisana. Per poi indicare espressamente che i reparti saranno tutti preservati, “perché conta quello che è scritto, altrimenti sono quelle le chiacchiere elettorali di cui parla Toma”.

Il 27 settembre ci sarà la seduta monotematica del Consiglio regionale, richiesta dall'opposizione, proprio sul tema del Pos 2019/2021. Nell’occasione, ha anticipato Iorio, sarà presentata una mozione.

La maggioranza dovrà essere presente con tutti e 11 i consiglieri – ha concluso l’ex governatore – se qualcuno dovesse venir meno so già cosa succederà: che a votare sarà lo stesso Toma”. Andando così ad avallare con il suo ruolo politico di governatore, l’operato di quello che ha indicato come commissario alla Sanità.

 

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