Big data e tecnologie: il futuro della sanità nazionale, Neuromed protagonista a Bologna

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In rappresentanza dell’istituto di Pozzilli, l’ingegnere Fabio Sebastiano con un suo intervento sulla ricerca. Presentato anche ‘Il libro bianco’ dedicato alle competenze necessarie per gli operatori del settore ospedaliero 


 

BOLOGNA/ISERNIA. ‘Area sanità: strategie per la salute del paese’, questo il titolo del convegno promosso da Cergas – SdA Bocconi a Bologna con l’obiettivo di sviluppare 30 nuove proposte di sviluppo per riformare il Sistema sanitario nazionale. Tra i presenti anche il Neuromed di Pozzilli. 

Gli interventi esposti, e analizzati tenendo conto anche del Covid-19 e delle risorse del Pnrr, hanno fatto riferimento a tre macro-aree: politiche del personale, sanità digitale e big data. “La pandemia – spiegano a riguardo dall’Istituto neurologico di Pozzilli - ha portato alla luce tutte le criticità che persistono nel nostro sistema sanitario, dalla carenza di personale, alla fragilità dell’assistenza territoriale all’arretratezza tecnologica. Allo stesso tempo, questo periodo ha messo in luce grandi esempi di dedizione, resilienza e innovazione, modelli, - pubblici e privati - che vanno rafforzati e veicolati”.

Al centro del dibattito anche ‘Il Libro Bianco’, un volume sul tema delle competenze tecnologiche degli operatori sanitari senza però trascurare anche quelle manageriali, di digitalizzazione delle aziende, di sviluppo delle infrastrutture tecnologiche. Un momento, quindi, di ripensamento necessario per il quale tutti gli attori del panorama sanitario italiano possono dare un contributo.

Il terzo tema, ossia quello dei Big Data ha visto come relatore l’ingegnere Fabio Sebastiano, direttore operativo e delegato alla ricerca del Neuromed. “I big data possono diventare cruciali anche nel settore sanitario – afferma - per la predisposizione di cure ma anche nell’ambito della prevenzione e della ricerca. Il nostro Istituto vanta uno specifico progetto in tale ambito, portato come esempio nel corso dell’incontro di Bologna. Un grande progetto di ricerca e prevenzione in cui le strutture sanitarie e i pazienti partecipano utilizzando le normali attività diagnostiche e cliniche. In una clinica che partecipa al Network Neuromed, quei dati e quei campioni verranno usati, ovviamente con il consenso del paziente, anche per la ricerca scientifica. E in questo contesto non dimentichiamo l’importante Biobanca del Neuromed, con milioni di campioni messi al servizio della comunità scientifica”.

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