La vegetazione dell’area attraversata dalla ‘Transiberiana d’Italia’

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Nuovo viaggio alla scoperta delle meraviglie ambientali che caratterizzano il territorio molisano


ISERNIA. La tratta ferroviaria ‘Carpinone-Sulmona’ attraversa territori poco antropizzati e caratterizzati da una alta biodiversità floristica e faunistica. Infatti sono molte le aree tutelate naturali presenti sul tracciato come la Riserva MAB di Monte di Mezzo, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella, la Riserva Naturale Regionale Monte Genziana. Inoltre a completare la rete di protezione ambientale vi sono diversi Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale che costituiscono la Rete Natura 2000 per la protezione degli habitat a livello europeo.

La Transiberiana d'Italia interessa anche un corridoio faunistico di estrema importanza per lo scambio genetico delle popolazioni e in particolare per il Lupo, l’Orso, l’Aquila e il Cervo. Durante il viaggio è possibile riscontrare diversi sistemi ecologici che variano a seconda della quota, dei versanti e della presenza di acqua. In particolare l’area di riferimento presenta una vegetazione tipica della fascia climatica dell’orizzonte montano e la flora, quindi, è sottoposta ad uno stress da freddo notevole che si protrae per diversi mesi. Alle quote più alte la vegetazione è rappresentata dalla serie delle faggete i cui elementi dominanti, costitutivi della predetta serie, sono il Faggio, il Cerro, la Roverella), mentre altri elementi tipici di questi ambienti sono l’Orniello, il Carpino nero, l’Acero campestre e l’Acero minore. Per quanto riguarda lo strato arbustivo, insieme ai predetti elementi, possiamo trovare il Pungitopo, il Corniolo, la Rosa canina, il Biancospino ed il Prugnolo.

Il tratto molisano, che va da Carpinone a San Pietro Avellana, è dominato dai boschi a prevalenza di Cerro con presenza di altre specie come la Roverella, nei luoghi più caldi e assolati, il Carpino nero e vari Aceri e Sorbi. Il sottobosco è presente ma varia a seconda dei caratteri stazionali del clima del suolo e del complesso boscato. La densità è a volte molto elevata ricca di specie arbustive, erbacee e lianiformi altre volte appare scarsa con poche specie dove la copertura del ceduo è marcata. Le specie presenti sono: Prugnolo, Ligustro, Edera, Ginepro, Rosa, Rovo, Pungitopo, Corniolo, Sanguinella, Pero selvatico, Ciliegio selvatico, Vitalba, Ginestra, Sorbo e Caprifoglio.

Arrivati nel territorio di Carovilli si iniziano ad incontrare i primi allevamenti zootecnici e di conseguenza un aumento delle aree prative. La vegetazione del pascolo costituisce un ecosistema in continuo dinamismo verso precari equilibri di comunità vegetali che risentono dell'azione del clima, del terreno, delle piante e degli animali. Nei luoghi in cui le specie pioniere e arbustive ancora non investono queste praterie, i prati-pascoli sono costituiti da varie essenze come la Festuca dei prati, la Gramigna, la Fleo pratense. In questi prati le specie vegetali più numerose sono le graminacee, le leguminose (trifogli), alcune crucifere (per esempio, il Bunias erucago), le felci e numerose composite (pratoline, Tarassaco o Dente di leone, cardi, centauree ecc. ). La crescita rigogliosa di piante nitrofile, come la Panace dei macereti, il Cerfoglio bastardo e l’Ortica, è il segno del pascolamento intenso del bestiame ancora in atto. Sono presenti anche molte specie dalla fioritura vistosa, come i Crochi, i Papaveri, i Narcisi e varie specie di Orchidee.

Questo ambiente caratterizza sia l’Alto Molise che la parte abruzzese attraversata dal treno e in particolare tutto l’altipiano tra Roccaraso e Campo di Giove. Man mano che si sale di quota la vegetazione boschiva cambia e il Cerro lascia il posto al Faggio che caratterizza la tratta ferroviaria da Alfedena fino a Campo di Giove. La Transiberiana d'Italia, in diverse aree, segue corsi d’acqua e in particolare il Carpino, il Trigno, La Vandrella e il Sangro. Lungo questi fiumi è possibile rinvenire la tipica vegetazione ripariale caratterizzata dai salici (Salice rosso, Salice ripaiolo, Salice bianco, Salice dell’Appennino), i pioppi (Pioppo bianco, Pioppo nero), l’Olmo campestre, la Sanguinella, il Luppolo, la Cannuccia di palude e la Tifa.

Dottore Ambientale
Alfonso Ianiro

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